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A Cesenatico la casa-fucina di Dario Fo, l’attore morto a 90 anni

A Cesenatico la casa-fucina di Dario Fo, l’attore morto a 90 anni

Nella città di Cesenatico, sorge la casa-fucina di Dario Fo, il luogo in cui l'attore recentemente scomparso, traeva ispirazione per molte sue opere.

da in Case Di Lusso, Personaggi, VIP
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    A Cesenatico la casa-fucina di Dario Fo, l’attore morto a 90 anni

    Cesenatico è la sede della casa-fucina di Dario Fo, l’attore morto a 90 anni. Il Premio Nobel appena scomparso, aveva raggiunto la città romagnola in tenera età e da quel momento aveva intessuto con lei uno stretto legame. Un vincolo così forte, da tenerlo sempre attivo e vitale, grazie ai ripetuti soggiorni del periodo estivo. Qui, insieme alla compagna di una vita, Franca Rame, e al figlio Jacopo, aveva dato vita ad una fucina artistica. Gran parte delle sue commedie hanno preso spunto proprio da questo luogo.

    Dario Fo è morto nella mattinata del 13 ottobre, un giorno che resterà tristemente noto per il mondo del teatro e tutta la cultura italiana. Come, del resto, per quelli internazionali. Lui, che aveva ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 1997, è deceduto proprio nel giorno in cui viene assegnato il prestigioso riconoscimento dell’anno 2016.

    Drammaturgo, attore, regista, scrittore, ma pure illustratore, pittore e scenografo. Una miriade di talenti caratterizzavano l’eterno giullare, così come era chiamato. Una caratteristica che ha infuso anche all’interno della sua residenza romagnola. Più che una villa di lusso, una casa-fucina, in cui rifugiarsi, incontrare personaggi famosi o gente comune e partorire nuove, straordinarie, opere.

    Dario Fo

    Da anni, Dario Fo trascorreva le estati nella casa di Sala di Cesenatico. Gli ambienti della residenza, hanno rappresentato un luogo di riposo e allo stesso tempo di ispirazione, per lui e Franca Rame. Qui, infatti, sono nate alcune delle più importanti opere teatrali dell’attore.

    Non solo. La casa di Dario Fo si trasformava anche in un laboratorio creativo in cui prendevano forma i dipinti dell’artista e lavoravano i giovani della sua bottega.

    Proprio attraverso questa forma di organizzazione artistica, appunto quella della bottega, era stato organizzato l’allestimento della mostra aperta ad agosto presso il palazzo del Turismo. “Darwin. L’universo impossibile narrato da Dario Fo con dipinti e pupazzi“. Un progetto che vede, tra i collaboratori, anche Enrico Bartolini, Jessica Borroni, Margherita Pigliapochi, Jacopo Zerbo e Luca Vittorio Toffolon. Del Maestro resta la passione per il teatro, indiscutibile come quello della diva Maria Callas per il canto. Restano il ricordo della sua instancabile voglia di fare e dell’impazienza, di scrivere, parlare e dipingere: un intramontabile talento rinascimentale moderno.

    Foto: Romagnanoi.it

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