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Audemars Piguet Royal Oak, la storia di un’icona dell’alta orologeria [FOTO]

Audemars Piguet Royal Oak, la storia di un’icona dell’alta orologeria [FOTO]

La storia del Royal Oak di Audemars Piguet, l'orologio icona della maison, simbolo dello stile sportivo-elegante che dagli anni Settanta non ha mai smesso di stupire

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    Icona dell’alta orologeria, orologio sportivo-elegante per eccellenza, il Royal Oak di Audemars Piguet ha cambiato la storia della maison e la concezione degli orologi sportivi con una vera rivoluzione nello stile. L’esordio arriva nel 1972, quando la maison e tutto il settore sono in crisi: la risposta allora fu un orologio che unisse alta artigianalità, competenze, fattura di altissimo livello a un materiale comune come l’acciaio: il design svelato dalla griffe fu un vero azzardo, ma si rivelò vincente, portando il Royal Oak a diventare simbolo di Audemars Piguet e a rappresentare una nuova concezione di alta orologeria.

    Dal suo esordio, il Royal Oak è diventato uno dei modelli più ricercati: i pezzi unici che arrivano all’asta scatenano gli appassionati e grandi star vengono chiamate a incarnare i valori dell’orologio.

    A oggi, la linea conta quasi cento modelli, divisi per diverse categorie, con materiali innovativi, accanto ai metalli più preziosi. Diamanti, pelli pregiati, grandi complicazioni, cronografi: i modelli che Audemars Piguet propone del suo orologio icona coprono diverse categorie, tutte accomunate dal fascino unico di un design entrato nella storia.

    Proprio nella storia risiede il valore del Royal Oak che deve il suo nome a un avvenimento che cambiò il destino dell’Inghilterra. Royal Oak, “quercia reale”, si riferisce infatti alla quercia su cui trovò riparo il re Carlo II nel 1651, dopo il massacro di Worcester, sfuggendo alle truppe di Cromwell. La Marina Militare britannica celebrò l’episodio battezzando quattro navi con il nome Royal Oak: una di queste aveva lo scafo in legno di quercia, gli oblò ottagonali chiusi da viti.

    Dalle navi inglesi il nome arriva nel mondo dell’alta orologeria grazie a Gerald Genta, il designer a cui l’allora presidente della maison Georges Golay affidò la creazione di un modello che salvasse la società dalla crisi che allora imperversava su tutto il settore orologiaio.

    L’idea fu quella di realizzare un orologio che racchiudesse un’anima sportiva, esaltando il concetto senza badare alla funzionalità o all’ergonomia. Design e materiale rivoluzionario: Genta decise di usare l’acciaio, materiale comune, senza grandi attrattive, ma di lavorarlo come se fosse il più prezioso.

    Dalla storia arrivò anche l’ispirazione, partendo da quelle navi Royal Oak: la lunetta diventa ottagonale e compaiono anche le viti che sono visibili lungo tutto il perimetro, mentre il bracciale viene integrato alla cassa.

    La rivoluzione ebbe inizio a Basilea, nel 1972, quando venne svelato il primo Royal Oak: su cinquemila orologi totali realizzati da Audemars Piguet, mille quell’anno furono Royal Oak. Si voleva scommettere sulla novità e a ragione: da allora il modello è diventato simbolo della maison, emblema dello stile sportivo ed elegante, con oltre settecento modelli realizzati negli anni, fino ai giorni nostri.

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