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Birre belghe, variazioni sul tema

Birre belghe, variazioni sul tema
da in Bellavitosi Adventure
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    Birre belghe, variazioni sul tema

    Riconosciuto nel mondo per le sue birre, il Belgio è anche il paese che ne conta le più numerose e diverse tipologie. Un vero mosaico di colori e gusti. Accompagnati da una nostra amica belga siamo andati per un week end in Belgio. E tornati con tante storie da raccontare… Non avendo fra i nostri amici nessun europarlamentare, l’unica conoscenza che ci lega al Belgio è in effetti la nostra ormai storica amica Valérie.

    Sposata da oltre trent’anni con un italiano, Valérie conserva ancora molti legami con la sua terra di origine. A cominciare dal suo accento, uno strano miscuglio fra il francese e il fiammingo, rimasto intatto negli anni compresi gli svarioni e l’assenza delle doppie: ‘Perché non andiamo tuti alla mia città, Orval? Ha una belissima abazia con i frati trapisti che fano la bira… dai, coriamo!’

    Eccoci quindi in Belgio. E precisamente nel piccolo villaggio di Florenville nei pressi di Orval, appunto. Non stiamo a descrivere la doverosa capatina all’abbazia, che in effetti non è visitabile: l’unico luogo aperto ai turisti è la vicina antica abbazia cistercense in stile gotico, in parte distrutta dalla Rivoluzione Francese e poi da Napoleone. Proprio qui abbiamo avuto la prima illuminazione. Niente di mistico, però, visto il luogo.

    Parliamo di birra. Bevuta nella Brasserie d’Orval, la locanda che i frati hanno aperto entro le mura dell’abbazia: l’unico locale al mondo dove servono un boccale di birra trappista d’Orval alla spina. Ora, dobbiamo precisare che la nostra amica Valérie non è un’alcolizzata, ma in fatto di birre belghe ovviamente la sa lunga. Ed è qui che questo viaggio iniziato senza particolari aspettative si è trasformato, grazie a Valérie, in un itinerario di conoscenza e degustazioni alla scoperta del fantastico mondo delle birre belghe.

    ‘Asagiate questa…’
    Una volta raggiunto un altro locale di Orval, Valérie ci porge un boccale di Chimay Rouge. Al primo sorso sul palato si apre una fragranza fruttata…. è una birra trappista scura, prodotta in un’Abbazia Cirtercense delle Fiandre Occidentali. Insomma, un sapore speciale e assolutamente sorprendente, un bel po’ distinto da quello delle birre che siamo abituati a bere da noi. Già questo assaggio dimostra perché le birre belghe sono considerate da molti come le migliori al mondo: sono il biglietto da visita del Belgio, il prodotto di punta che tutti gli invidiano. Nel passato la diffusione di queste birre in Europa era piuttosto limitata. Soltanto nel XX secolo la loro reputazione è cresciuta, anche grazie alla produzione dei frati trappisti nelle Abbazie. E si è diffusa a livello internazionale dagli anni ’70 in poi.

    birre_trappiste

    Le birre trappiste sono prodotte in piccole quantità. Vanno contro corrente rispetto a qualsiasi logica del mercato globale, ma la loro altissima qualità ne fa un prodotto richiestissimo in tutto il mondo. E’ grazie a loro che l’immagine delle birre belghe è diventata così prestigiosa. In Belgio ci sono solo sei abbazie che producono birra trappista. In Europa, le altre birre trappiste si contano sulla punta delle dita: due sono prodotte in Olanda, una in Austria e una in Francia. Le birre belghe trappiste hanno origine nelle regioni di Rochefort, Achei, Chimay, Orval, Westmalle, Westvleteren. Il termine “trappista” non si riferisce alle tecniche di fabbricazione, ma alle condizioni di produzione: per essere riconosciuta come tale, una birra trappista deve essere prodotta in un’abbazia (o nelle vicinanze), sotto il diretto controllo dei monaci. Il guadagno che deriva dalle vendite deve servire principalmente a sostenere l’istituzione religiosa.

    Attenzione però, il termine “birra d’abbazia” non è la stessa cosa: è solo una definizione di marketing che non ha alcun concreto legame con istituzioni religiose. Ma il nostro viaggio alla scoperta delle birre non può fermarsi alla prima esperienza. Quindi, dopo qualche assaggio di “Bleu des Moines”, un delizioso formaggio della Vallonia che guarda caso mette una gran sete, eccoci davanti a un paio di boccali.

    ‘Vi manca provare le bire double o triple… Et voilà!’

    doppie_triple

    La zona origine di queste birre si chiama Westmalle. Sono birre da grandi occasioni, di solito prodotte con il doppio o il triplo di materie prime. La maggiore quantità di materiale fermentabile e di luppolo fa in modo che le birre doppie o triple siano più alcoliche (circa 6 gradi) e più forti di sapore. Di solito, le birre doppie sono brune e le triple bionde o ambrate, ma questa non è una regola obbligatoria

    La produzione belga supera oggi 1.500 diverse etichette di birre. Tant’è che presto le birre belghe avranno anche un luogo in cui si celebrerà la loro fama. L’antica Borsa di Bruxelles nel 2018 sarà infatti trasformata nel “Belgian Beer Temple” con l’ambizioso programma di diventare l’attrazione principale della capitale. Durante un solo week end, è praticamente impossibile assaggiare tutte le birre che fanno in Belgio. Diciamo che grazie a Valérie abbiamo avuto solo un’infarinatura delle differenze sostanziali. Per esempio, abbiamo scoperto che se la qualità delle birre belghe è ormai un punto di riferimento scontato, almeno per noi europei è ancora piuttosto sconosciuta la ragione per cui sono così diverse l’una dall’altra. Si potrebbe pensare che il loro tratto distintivo siano gli ingredienti di origine belga ma non è così, perché la maggior parte dei birrifici del Belgio importa i suoi ingredienti dall’estero. Ciò che rende speciali le birre belghe è soprattutto una questione di esperienza e creatività.

    Il Belgio, geograficamente situato in un incrocio fra le culture tedesche e latine, è stato soltanto in parte influenzato dalla cultura birraia del resto dell’Europa. I produttori hanno sempre espresso questo melange culturale nella diversità fra metodi, ingredienti e tipo di fermentazione, creando birre molto differenti. Un esempio è la birra Lambiec, prodotta nella zona di Bruxelles e del Pajottenland. Nel nostro week end belga siamo lontani da Bruxelles, ma Valérie se ne è procurata alcune bottiglie e stasera sicuramente le proveremo a cena. Intanto ci spiega perché sono birre così speciali.

    birre_Lambec

    Le birre Lambiec hanno origine molto antiche.

    Sono birre aspre ma non amare, di orzo e frumento. La particolarità è che sono a fermentazione spontanea: i lieviti sono cioè quelli che si trovano nell’ambiente.

    Questo processo è molto antico e quasi nessuno lo segue più: ma la zona di produzione delle Lambiec sembra avere una microflora così particolare e unica da conferire alle birre un sapore speciale. Il gusto leggermente ossidato viene invece dall’invecchiamento fatto in fusti di quercia. Le migliori Lambiec sono invecchiate da uno a tre anni e a quel punto vengono denominate Geuzes. Quelle di minore qualità hanno un’aggiunta di zucchero e frutta acida come ciliegie o lamponi e sono chiamate Faros. Mentre cominciamo a temere di finire sotto il tavolo, Valérie ci dà qualche altra informazione interessante sulla storia di queste bevande tutte da scoprire: ‘Ogi, per la bira belga è età d’oro. Quele bianche sopratuto…’

    birre bianche

    Le birra bianche nascono nel medioevo ma nel secolo scorso la loro fabbricazione era stata del tutto dimenticata. La produzione è stata recuperata e il consumo è diventato rilevante soltanto dal dopoguerra. La zona d’origine è la regione del Louvain. Il tipico aspetto bianco-opaco è dato dal fatto che sono spesso non filtrate. Ed è l’aggiunta di malto, orzo e grano che dona loro quella nuance chiara. Il sapore dolce e fruttato e la scarsa alcolicità sono spesso rinforzate da spezie come coriandolo e corteccia d’arancio.

    rouges vieilles brunes

    Il giorno dopo, Valérie ci guida alla scoperta di altre perle dei birrifici belgi. E’ il turno delle birre rosse e vieille brune, che prendiamo come aperitivo. Queste birre hanno origine nelle Fiandre orientali e occidentali e sono fermentate con un procedimento che praticano sono in Belgio. Si tratta di mescolare una prima alta fermentazione con aggiunta di lieviti insieme a una seconda fermentazione spontanea, in fusti di legno o in cantina. Il risultato è una birra dolce-amara, dove il sapore aspro si mescola con fragranze di caramello e il tannino dato dal legno. Alle birre vieilles brune viene aggiunto dello zucchero candito, per renderle più amabili. Dopo l’aperitivo, dobbiamo prenderci una pausa per reggere il ritmo degli assaggi. E così, in auto verso Dinant, bella cittadina sul fiume Mosa, Valérie ci parla di un tipo di birra molto caratteristico del Belgio, che però ora non possiamo assaggiare perché siamo fuori stagione.

    Birre Stagionali

    In effetti ci dispiace un po’ non essere in primavera. Perché è in questa stagione che in Belgio si bevono le birre stagionali: cioè alla fine del classico periodo di produzione delle birre. Infatti la tradizione vuole che sia impossibile produrre le birre quando fa troppo caldo. Anche se in effetti ora si usano efficaci dispositivi refrigeranti. Le birre stagionali hanno origine nella provincia di Hainaut e sono bionde e più amare del normale. Una volta erano consumate specialmente dai lavoratori stagionali, durante il raccolto. Ora sono considerate birre di piacere, con un tasso lievemente più alcolico delle stagionali prodotte in passato.

    Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta delle birre in un piccolo locale di Dinant, dove ci fanno assaggiare una birra di Natale scura, color mogano e leggermente fruttata. Ci sentiamo onorati, perché è un’occasione che non capita a tutti: le birre di Natale vengono offerte solo ai migliori clienti. Ma qui siamo raccomandati da Valérie, che intanto ci parla di un evento unico per gli appassionati di birra belga, che avviene ogni anno proprio nel periodo di Natale. Si tratta del Festival di Essen, un piccolo villaggio in provincia di Anversa, dove è possibile assaggiare più di 150 tipi di birra di Natale, insieme a ottimo cibo tipicamente belga.

    Birre di Natale

    Nascono nella zona del Lussemburgo. Inizialmente, le bieres de Noël erano una produzione speciale riservata ai migliori clienti alla fine dell’anno. Sono in genere birre d’annata, di ricche di sapore e forti in alcool, molto spesso con aggiunta di zucchero e spezie come cannella, coriandolo, cardamomo, ginepro, miele. Ma non è finita qui. Insomma, pare che la nostra immersione- letteralmente parlando- nel mondo della birra belga non debba concludersi qui. Molto ci sarebbe ancora da dire e da assaggiare. Enzo ed io ci scambiamo un’occhiata: forse ci sta un salto a Essen a metà dicembre? Partiamo verso l’aeroporto domenica sera con un carico di birre di tutti i tipi. Sarà una vera sfida per la dogana, ma pazienza.

    ‘Santé!’

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Bellavitosi Adventure

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