Cartier Women’s Initiative Awards 2009, finaliste islandesi

Cartier Women’s Initiative Awards 2009, finaliste islandesi

Si chiama Halla Tomasdottir e Kristin Petursdottir e insieme sono due delle finaliste del Cartier Women’s Initiative Awards 2009, il concorso che premia l’imprenditoria femminile

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    Si avvicina la finale del Cartier Women’s Initiative Awards 2009. Il concorso che premia l’imprenditoria femminile, progetti ecosostenibili con un occhio di riguardo per il sociale. Appuntamento con la finale per il 16 ottobre.

    Abbiamo già avuto modo di conoscere alcune delle finaliste e i loro innovativi progetti, oggi vi presentiamo Halla Tomasdottir e Kristin Petursdottir, finaliste per l’Islanda: servizi finanziari basati su valori femminili.

    Dopo oltre dieci anni di esperienza come executive nella più grande banca islandese, Kristin Petursdottir era comunque molto insoddisfatta dei valori del settore finanziario. “Pensavo che ci fosse qualcosa di sbagliato nella cultura dell’investment banking. Il comportamento rischioso era premiato e i risultati erano definiti in termini di guadagno finanziario,” afferma. Quindi “ho lasciato nel 2006 perché volevo creare un tipo di istituzione differente”.

    Ed è proprio in questa occasione che ha trovato un partner ideale per realizzare i suoi progetti, Halla Tomasdottir, prima amministratore delegato della Camera di Commercio Islandese. “Halla e io ci conoscevamo da anni,” afferma Kristin “quando ci siamo rincontrate nel 2007, le nostre esperienze ci avevano condotto a conclusioni simili.

    Dopo averne parlato per alcune ore, ci siamo strette la mano e ci siamo dette ‘Facciamolo’”.

    Il risultato è stato Audur Capital, una società di servizi finanziari che si caratterizza per un approccio nuovo ed unico nel suo genere, basato esattamente su cinque valori femminili: indipendenza, consapevolezza del rischio, profitto con principi, conversazione diretta e capitale emotivo.

    L’investment banking ignora tutto quello che non si può inserire in un foglio elettronico, ma non è solo il lato razionale di un business quello che genera profitti,” Halla spiega. “noi valutiamo il lato emotivo di un’organizzazione: la sua gente, la sua cultura e i suoi principi”.

    Questa strategia ha già prodotto risultati stupefacenti, specialmente durante la crisi finanziaria che ha colpito l’Islanda nel 2008: nessuno dei clienti di Audur Capital ha subito perdite dirette. Incredibile, eppure a conti fatti è così. Vincendo un premio del genere probabilmente queste due intraprendenti donne potrebbero allargare il loro giro di affari e magari diffondere la loro strategia di mercato anche altrove.

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