Chamonix, il ghiacciaio e altre meraviglie

Un viaggio alla scoperta del suggestivo Mer De Glace, il ghiacciaio che domina Chamonix in Francia, delle altre bellezze locali e delle golosità culinarie tipiche della zona

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    Chamonix, il ghiacciaio e altre meraviglie

    Ci siamo detti, perché non facciamo un week end a Chamonix? Ficchiamo quattro cose in valigia e partiamo il venerdì da Milano alla volta del Tunnel del Monte Bianco. Per sbucare dopo poco dall’altra parte, in Francia, a dieci minuti dalla nostra meta. Già dalla superstrada, appena fuori dal tunnel, si vede la grande lingua del ghiacciaio che scende quasi fino alla strada dominando la cittadina di Chamonix. E’ uno spettacolo fantastico.

    La vacanza inizia nel migliore dei modi, Grazia ha prenotato uno chalet accanto al laghetto, appena fuori dal paese. Con una passeggiata di dieci minuti in mezzo agli alberi raggiungiamo il centro e tutti i negozi dove potremo comprare ogni delizia della gastronomia locale, dai pasticcini ai salumi, ai pani, ai formaggi.

    Prendiamo un bicchiere di vin brulé servito in strada davanti a un bar, quando qualcosa ci taglia la strada e ci fa restare a bocca aperta, cos’era? E’ un gruppo di oche che, guidate dalla musica di una piccola banda e affiancate da bambini e adulti, attraversa il paese per andare a riposare nel recinto allestito in una piazza vicina.

    Dopo un po’ di passeggio fra le vetrine arriviamo al ristorante dove ci aspetta una tipica specialità alpina: la raclette. E’ un piatto unico e originale che nasce in Svizzera e che è stato subito adottato dalle popolazione delle montagne vicine. Il nome raclette deriva dall’azione del raschiare, che in francese si dice racler.

    Si tratta di scaldare un grosso pezzo di formaggio con una fiamma, così lo strato superiore si scioglie e cola giù, in modo che ognuno possa “raschiarlo” con una spatolina e metterlo nel suo piatto.

    Il calore esalta gli odori e il sapore di questo formaggio, che viene servito con patate al cartoccio e cetrioli sottaceto. E’ un’esperienza unica e quasi mistica che vale l’intera cena. Un formaggio così non si mangia tutte le sere, anche perché non è esattamente il cibo più dietetico del mondo.

    Per fortuna, usciti dal ristorante ci aspetta la passeggiata sul sentiero innevato che torna a casa, utile per riprenderci dopo la mangiata.

    La mattina dopo siamo pronti per visitare il Mer de Glace, il ghiacciaio che domina Chamonix. Ci arriviamo in mezz’ora circa con un trenino rosso a cremagliera che passa in mezzo ai boschi tra i silenzi della natura e la neve che crolla dai rami degli alberi, costeggiando dirupi e precipizi.

    Il Mer de Glace è l’unione di tre ghiacciai sul lato francese del Monte Bianco, che formano una distesa di ghiaccio lunga 12 chilometri che raggiunge la valle con uno spessore di 400 metri. Dalla terrazza panoramica di Montenvers la vista è mozzafiato e imponente, come un’onda di ghiaccio che corre fra le montagne con una grandiosità impressionante, anche se guardando le foto di vent’anni fa si nota che il volume è calato in modo preoccupante.

    Ora è in fase di ritirata, vuol dire che si sta lentamente sciogliendo per cause naturali, ma il riscaldamento globale di questi ultimi anni ne sta accelerando il fenomeno. Infatti, chi lo ha visitato trent’anni fa, appena scendeva dalla funivia l’aveva davanti. Oggi invece per raggiungerlo bisogna scendere per circa 400 gradini. Lungo le rampe si possono leggere i cartelli che indicano le varie altezze del ghiacciaio durante il passare degli anni.

    Arrivati giù, si appoggiano i piedi su un ghiaccio perenne che ha qualche milione di anni: è come una presenza viva che fa parte della montagna. E’ anche possibile fare gite sul dorso del ghiacciaio, infatti vediamo cinque sciatori scendere accompagnati dalle guide.

    C’è anche la Grotte de Glace, che dal 1946 è scavata ogni anno nel ghiaccio vivo, un lungo tunnel a U come fosse il percorso di un bruco.

    Grazia entra subito e io la seguo, il freddo è intenso ma sopportabile. All’interno ci sono stanze, tavolini e divani, tutto scavato nel ghiaccio, è bene illuminata, le trasparenze e le venature del ghiacciaio si riflettono da un lato all’altro.

    Trovarsi immersi nel ghiaccio ti fa sentire piccolo, puoi toccare con i piedi e con le mani le stagioni, i secoli e i millenni di glaciazione, puoi andare oltre la storia dell’uomo e sentire quella del pianeta, dell’universo. Un’esperienza indimenticabile.

    Dopo tanto ghiaccio, torniamo a casa. Il trenino rosso a cremagliera ci riporta ancora nei boschi e nei silenzi mentre sta per venire la sera.

    Arrivati a Chamonix passiamo ad un altro tipo di ghiaccio, quello del Plateau Royal di ostriche, crostacei, granchi e gamberetti che abbiamo ordinato per la cena.

    E’ il bello della Francia. Ovunque tu sia, puoi star tranquillo che troverai sempre ostriche fresche senza problemi: al mare, in montagna, in campagna o in qualunque città. E lo champagne non manca mai.

    Quindi, mentre Grazia prepara la tavola, io vado in paese a ritirare il Plateau Royal. Torno sulla stradina fra gli alberi tenendolo in equilibrio fra le braccia e camminando in modo incerto sul sentiero ghiacciato.

    Com’era prevedibile, a un certo punto scivolo e con un volo spettacolare mi ritrovo con il sedere per terra ma -miracolo!- con il vassoio ancora ben stretto fra le mani. La cena è salva.

    Mi rialzo felice per lo scampato pericolo, in fondo un Plateau Royal vale molto più di qualche livido, no?

    E quando arrivo a casa, tutto è già pronto. Mentre entro con il vassoio in mano penso che domani torneremo a Milano, ma ora siamo qui e sarà un’ottima serata.

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