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Crisi, anche il lusso in ginocchio

Crisi, anche il lusso in ginocchio

Il mondo del lusso è stato messo in ginocchio dalla crisi e i brand di lusso rispondo con i licenziamenti o arrestando la produzione quindi con contratti interinali per i lavoratori

da in Boutique di lusso, Curiosità, Luxury Brand, Primo Piano
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    La recessione non sembra arrestarsi, da almeno febbraio del 2008 sono diversi i brand che navigano in cattive acque e a chiusura dell’anno e di bilanci i nodi sono venuti al pettine, nonostante qualcuno cerchi di nascondersi dietro una falsa pacatezza.

    LVMH aveva già annunciato un rallentamento della crescita già nel terzo trimestre del 2008. Adesso si sentono voci e sussurri secondo cui la sua crescita si sarebbe praticamente arrestata chiudendo il 2008 in parità. Meglio così ad altri è finita molto peggio.

    Mentre i produttori di champagne hanno annunciato un calo delle vendite del 6% nei primi undici mesi del 2008, il gioielliere Cartier ha 180 dipendenti in disoccupazione parziale per un periodo di tre mesi,, così come Chanel che ha soppresso diversi posti di lavoro, se non ricordo male si tratta di 200 posti, e ancora Burberry ha eliminato 540 posti di lavoro per precauzione, per non parlare del grandi magazzini di lusso americani del circuito Saks, che hanno rimosso 1.100 ruoli.

    Ma anche gli iconici brand dell’alto lusso non hanno altra scelta, il gioielliere Tiffany ha dato un taglio al personale così come Bentley, che ha deciso di interrompere la produzione per un periodo di sette settimane. Il settore del lusso comincia a mettersi in ginocchio ma l’economia spera presto di rialzarsi in piedi.

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