Cronos by Simone Madella e Lorenzo Berselli, il concept yacht rivoluzionario [FOTO]

Cronos by Simone Madella e Lorenzo Berselli, il concept yacht rivoluzionario [FOTO]

Simone Madella e Lorenzo Berselli, due giovani studenti dell'Istituto Europeo di Design di Torino, firmano il progetto di Cronos, concept yacht rivoluzionario tra design, ecologia e tradizione

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    Ecologia, tradizione, innovazione e piacere della navigazione. Sono questi i pilastri che hanno portato Simone Madella e Lorenzo Berselli, due giovani studenti dell’Istituto Europeo di Design di Torino al terzo anno del corso di BYT (bike, yacht and train), alla concezione di Cronos. Si tratta di un concept yacht rivoluzionario: non solo una nuova disposizione e dislocazione tra interni ed esterni, ma una ripresa della lentezza come concetto base su cui riformulare l’imbarcazione. Dal mondo della vela come dalla tradizione dei galeoni, passando per le nuove tecnologie, Cronos punta a cambiare il modo di vivere il mare.

    Il progetto è stato recentemente premiato con una menzione speciale nel corso del Seatec di Carrara all’interno della rassegna Millenium Yacht Design Award (MYDA) nella categoria “Young Professionals”.

    Si tratta di un concept che al momento potrebbe essere difficilmente realizzabile: ciò non toglie che si possa trattare di un’imbarcazione molto particolare e di grande impatto visivo ed emotivo.

    L’idea dei due giovani studenti, di 23 e 21 anni, è nata dallo studio di ciò che offre oggi il settore della nautica: imbarcazioni sempre più grandi e di lusso, dove gli interni prevalgono sugli esterni, e spesso con consumi elevati, a danno dell’impatto ambientale.

    Un ragionamento che ha portato alla creazione di altri progetti innovativi nel campo della nautica, spaziando a concept che uniscono il mondo del mare con quello della ricezione alberghiera di prestigio.

    Per i due studenti tutto nasce dalla riflessione sulla nautica odierna, come hanno spiegato loro stessi nella presentazione.

    Di norma si parla di mega-yacht, super veloci, che tendono ad eccedere nei consumi, dimensioni, prestazioni e motorizazioni, con un enorme impatto sull’ambiente.

    Questo perché le barche vengono concepite più come appartamenti di lusso galleggianti che come mezzi per la navigazione e per la vita in mare, tanto che sempre più spesso sono ormeggiate nei porti.

    In seguito a questi pensieri abbiamo provato, molto umilmente, a creare qualcosa contro tendenza che andasse ben oltre al semplice concetto di mezzo di trasporto sfarzoso, ma che appassionasse e rendesse l’armatore partecipe della vita della barca e viceversa (tentando di creare un legame oltre la sfera materiale”, scrivono i due giovani designer.

    Si parte dalla discontinuità dell’estetica rispetto a quello che si vede oggi giorno, dove è l’armonia tra interni ed esterni a rendere unico il design, con ampie comunicazioni tra gli ambienti che sono unici e ben areati, aperti sul mare.

    Lo scafo si ispira al mondo della vela, facendo rivivere la tradizione con elementi presi in prestito dai vecchi galeoni come la volumetria e l’architettura (in questo senso va ad esempio la riproposizione della cabina dell’armatore a poppa del ponte principale).

    Ecologia significa lentezza: meno velocità e meno consumi per una navigazione coerente con i ritmi del mare, ma non per questo meno performante.

    Nuovi materiali e maggiore aerodinamica permettono un minor impatto ambientale e un rapporto consumi-prestazioni migliore: attenzione alle metrature, sistemi fotovoltaici con coibentazione che sfruttano il calore per l’energia o materiali piezoelettrici in grado di sfruttare l’energia dei passi lungo i camminamenti.

    Al momento è solo un concept, premiato per l’audacia e l’innovazione: chissà che un giorno non venga davvero realizzato.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Ultimo aggiornamento: Domenica 29/05/2016 08:10
     
     
     
     
     
     
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