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Da Aimo e Nadia per la Nespresso Gourmet Week 2016

Da Aimo e Nadia per la Nespresso Gourmet Week 2016
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    Arriva in Italia la prima edizione della Nespresso Gourmet Week e abbiamo il piacere di provare un ingrediente insolito, il Grand Cru, all’interno di un menù stellato come quello proposto dagli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani del noto ristorante Il luogo di Aimo e Nadia di Milano.

    Per una persona come me, amante di questa bevanda, l’idea di vivere un’esperienza insolita come assaporare piatti gourmet abbinati al caffè non può che destare curiosità e interesse. La Nespresso Gourmet Week si è svolta dal 1 al 9 ottobre 2016: 8 ristoranti importanti e altrettanti chef si sono cimentati nel creare nuove forme di piacere gustativo. Dal Piemonte al Lazio i profeti della cucina d’autore hanno offerto una coffee experience unica a tutti coloro che hanno avuto voglia di assaporare il carattere unico del Grand Cru Nespresso, associato a pietanze dolci o salate a seconda della fantasia dello chef. E anche io ho potuto provare questo viaggio sensoriale in ‘limited edition’.

    Il luogo di Aimo e Nadia è uno storico ristorante milanese i cui piatti hanno scandito l’evoluzione della cucina italiana. Adesso è nelle sapienti mani di Stefania Moroni che, insieme ai due chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani, porta avanti la tradizione culinaria dei suoi genitori unita allo stile della location per un inedito intreccio di arte e cucina.

    menù nespresso aimo e nadia

    Il menù dedicato alla Gourmet Week 2016 inizia con il cosiddetto ‘prologo’: una cozza farcita con farina di ceci delle Murge tostati e pane carasau croccante, subito seguita da appetizer insoliti tra cui compare il peperone crusco di Senise, l’olio toscano e delle verdure pugliesi, un perfetto mix di sapori e regioni che ben rappresentano le anime geograficamente opposte dei due chef.

    Non a caso infatti è proprio Alessandro Negrini, chef lombardo, a sottolineare come “Usare prodotti a km zero è riduttivo” e che quella che Aimo e Nadia propongono è una cucina tradizionale rivisitata e rinnovata poichè “le regioni italiane sono una dispensa formidabile per un cuoco”.

    Sperimentale direi quindi questa ricerca di sapori che si avvicendano nei piatti proposti per il menù Nespresso, che il maitre di sala Nicola Dell’Agnolo, precisa come “scelto dai clienti del ristorante, magari non quelli abituali, che restano più legati ai piatti della carta”. E l’accostamento del caffè a piatti salati risulta anche divertente. Come l’effetto dei granelli di Nespresso e limone da passare sulle dita prima di assaporare il dentice marinato all’erba cedrina e sale di Mothia con carote di Polignano e granita al limone: l’odore di caffè si percepisce ancora mentre si maneggiano le posate e si mangia il pesce crudo, dal gusto delicato. E innovativa è anche l’idea di abbinare un Nespresso Grand Cru Indrya dall’India all’anatra di Miroglio aromatizzata con spezie e zucchero di canna: bere caffè come se fosse del vino durante il pasto non fa altro che aiutare a esaltare il gusto della carne, ribaltando completamente l’idea classica di questa bevanda da consumare a fine pasto che invece diventa protagonista dello stesso.

    Immancabile anche a conclusione del menù un Nespresso da gustare tout court. Scelgo GranCru Lungo Origin Guatemala, un eccezionale incontro tra Arabica e Robusta Gourmet lavate, per un sapore profondo e deciso. E ancora ritrovo il caffè in versione salsa con il raviolo di cioccolato Criollo Venezualano alla menta piperita con confettura di albicocche: un trionfo di dolcezza per il palato.

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