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Gioielli: Pietre dure, i nomi e le proprietà delle più esclusive e preziose [FOTO]

Gioielli: Pietre dure, i nomi e le proprietà delle più esclusive e preziose [FOTO]

Cosa sono le pietre dure e quali vengono usate più spesso in gioielleria: le caratteristiche delle pietre semi preziose che hanno affascinato fin dai tempi antichi

da in Gioielli
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    Per la creazione dei gioielli esistono molte tipologie di pietre preziose e semi preziose, tra cui le pietre dure. La classificazione internazionale usa il termine “preziose” solo per quattro pietre: il diamante, il rubino, lo zaffiro e lo smeraldo. Nella categoria delle pietre semi preziose si contano così sia le pietre fini che quelle dure. Come indica la parola, queste ultime si distinguono per la resistenza, l’opacità e la durevolezza: pur non essendo minerali rari, da sempre vengono usate in gioielleria per la loro bellezza e i colori che assumono in natura. Andiamo a vedere quali sono le più importanti e usate e le loro proprietà.

    Escluse le pietre preziose che, come abbiamo visto, sono solo quattro, le altre pietre semi preziose possono essere fini e dure. Delle prime abbiamo già parlato: ora vediamo quali sono le pietre dure più usate in gioielleria e perché.

    Tra queste troviamo il topazio, un silicato che si presenta in natura con facce prismatiche striate in verticale e dai diversi colori. Le gradazioni partono dal giallastro al giallo, passando per il giallo bruno, l’azzurro, il rosa e il rosa violetto, il bruno, l’arancio-bruno, il verde, il rosso, il viola pallido, e l’arancio rosato, detto anche topazio imperiale, ma può presentarsi anche incolore. Tra le pietre più note e apprezzate fin dall’antichità, prende il nome da un’isola del Mar Ross, Topaz: al mondo esistono topazi molto grandi, tra cui uno di 300 kg esposto a New York, mentre la collezione più preziosa è racchiusa nel tesoro di Dresda.

    Altra pietra dura molto apprezzata è l’opale, che ha diverse sotto categorie a seconda del luogo di estrazione e delle colorazioni che assumono. Il termine stesso deriva dalla parola usata dalla tribù nativoamericana degli Upala per le pietre preziose. Di varie tonalità, il più prezioso è l’opale nero: sulla pietra le iridescenze si stagliano su un fondo scuro, in grigio, blu, viola o verde ed è molto ricercata per creare gioielli carichi di fascino e mistero.

    La giada è forse la pietra dura più nota.

    Fin dai tempi più antichi è stata usata per realizzare gioielli e oggetti sacri e rituali. Il nome con cui oggi la conosciamo deriva dall’antico spagnolo pedra de ijada, pietra dei fianchi, per il suo potere curativo sui lombi e i reni. Antichi manufatti in giada, risalenti a circa 7.000 anni fa, come oggetti rituali o armi, sono stati ritrovati in America Centrale e in Cina. Ancora oggi la giada, pietra portafortuna, è una delle più usate nel grande paese dell’Asia.

    La lista delle pietre dure è molto lunga: segnaliamo anche i lapislazzuli, il calcedonio, l’ametista, l’ambra, l’agata e il turchese tra le pietre più usate e apprezzate anche nel mondo della gioielleria.

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