Giorgio Armani omaggia Gianni Versace nel libro dedicato allo stilista scomparso

Giorgio Armani ricorda Gianni Versace firmando la prefazione del libro "Gianni Versace: La biogragia", scritto da Tony Di Corcia, ristampato in occasione del 15° anniversario della scomparsa dello stilista

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    gianni versace

    Giorgio Armani omaggia Gianni Versace e lo fa firmando la prefazione del libro “Gianni Versace: La Biografia”, dedicato allo stilista scomparso. Il libro, scritto dal giornalista Tony di Corcia, era già uscito nel 2010, ma è stato ristampato quest’anno per il 15° anniversario della morte di Versace, ucciso il 15 luglio 1997 da Andrew Cunanan, un folle che gli sparò davanti alla sua villa di Miami. Per rendere omaggio a un grande della moda è stato così chiamato un altro nome illustre, Armani: i due, divisi da una rivalità “tipicamente” italiana, hanno segnato mode e stili e sono diventati due alfieri del gusto e della bellezza del made in Italy. La nuova ristampa è nelle librerie dal 22 novembre: un modo unico per ricordare “lo stilista dal cuore elegante”.

    Gianni Versace e Giorgio Armani
    LaPresse

    La morte di Gianni Versace fu un vero choc per il mondo della moda. Da allora il marchio Versace ha continuato a lavorare sull’eredità di Gianni, grazie al talento e al genio creativo di Donatella Versace e allo spirito imprenditoriale di Santo Versace.

    L’omaggio che Re Giorgio ha voluto fare nel libro è un modo unico e di gran classe per ricordare il collega scomparso. I due si sono divisi il palcoscenico della moda a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta anche grazie a quella sana competizione che spingeva entrambi a migliorarsi sempre più.

    Le parole che Armani dedica a Versace sono una celebrazione del suo talento, ma anche una pagina della storia della moda nella Milano del prêt à porter degli anni Ottanta.

    Armani aprì la sua attività nel 1975, seguito tre anni dopo da Versace: erano gli anni della grande moda italiana, delle top model che gli stilisti si contendevano sulle passerelle di tutto il mondo.

    I due stilisti non si frequentavano molto, ma Re Giorgio era molto interessato alle creazioni del suo collega di cui ammirava l’estro creativo.

    Cosa ricordo di Gianni Versace a quindici anni dalla sua morte? La sua incredibile esuberanza, quel senso di felicità con cui sapeva mixare tutto: idee, trend, ricordi, arte, con quella sorta di nonchalance. Era un grande creatore”, scrive Armani nella prefazione.

    Due grandi nomi della moda e dello stile che hanno reso frizzanti e indimenticabili quegli anni, proprio come è accaduto in vari settori per i geni italiani, sempre stimolati dal confronto con “i rivali”.

    La mentalità italiana è piena di contraddizioni sulla rivalità: da Coppi e Bartali, alla Loren e la Lollobrigida. Armani e Versace erano perfetti per questo gioco”, ricorda lo stilista.

    Non si conoscevano bene, spiega ancora Armani, erano entrambi molto assorbiti dal lavoro e anche se non lo avrebbero mai ammesso, erano curiosi delle creazioni del rivale. “Alla fine di ogni sfilata chiedevamo sempre: ‘Cosa ha fatto Versace?’, ‘Cosa ha fatto Armani’?”.

    Un libro dedicato a Gianni Versace, con il ricordo di Giorgio Armani per il grande collega-rivale: un tuffo nel passato più bello dell’alta moda made in Italy.

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