L’Urlo di Munch comprato da Leon Black: svelato il nome dell’acquirente

Il Wall Street Journal ha svelato il nome dell'acquirente de "L'Urlo" di Edvard Munch: si tratta del miliardario americano Leon Black, grande collezionista e responsabile del Moma di New York

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    Ora il proprietario del “L’urlo” di Edvard Munch, venduto all’asta da Sotheby’s qualche mese fa per la cifra record di 120 milioni di dollari ha un nome. Si tratta di Leon Black, uomo d’affari americano, fondatore della società di private equity Apollo Global Management, e uno dei responsabili della gestione del Metropolitan Museum of Art e del Museum of Modern Art. A rivelare l’identità del compratore è stato il Wall Street Journal: appassionato d’arte e grande collezionista, Black ha stracciato la concorrenza, aggiudicandosi il capolavoro di Munch per una cifra record.

    Leon Black

    Il quotidiano non specifica cosa farà il miliardario del quadro: essendo responsabile di uno dei più importanti musei al mondo, potrebbe decidere di esporlo nelle sale newyorkesi, ma potrebbe anche scegliere di tenerlo per sé.

    Il quadro, uno dei più iconici e rappresentativi dell’arte, ha stabilito un nuovo primato con la vendita a 120 milioni di dollari, avvenuta nel corso di una palpitante gara al rialzo: “L’urlo” è diventato il quadro più costoso venduto nel corso di un’asta, seguito dall’opera di Pablo Picasso “Nude. Green Leaves and Bust” dipinta nel 1932 (106,5 milioni di dollari) e dalla scultura di Alberto Giacometti “L’Homme Qui Marche” (104,3 milioni di dollari).

    A vendere l’opera è stato Petter Olsen, amico e protettore dello stesso Munch, che ha deciso di cedere la sua versione del quadro, la sola in mano a privati, per finanziare un albergo e il museo con centro d’arte dedicato all’artista nei pressi della cittadina di Hvisten, in Norvegia, dove il pittore acquistò una proprietà.

    Leon Black ha ora tra le mani uno dei dipinti più ammirati dell’arte: il miliardario, 330° nella speciale classifica stilata da Forbes, è tra coloro che ha cambiato il mercato internazionale dell’arte grazie ad acquisti milionari che hanno poi fatto aumentare i prezzi di opere e artisti.

    La sua collezione, stimata dal WSJ in 750 milioni di dollari, comprende opere di Van Gogh, acquerelli di Turner, quadri cubisti di Picasso e antichi bronzi cinesi.

    Lo stesso Black acquistò per 47,6 milioni di dollari da Christie’s, un disegno di Raffaello per la “Testa di una Musa”, stabilendo tra l’altro il record come il più costoso disegno preparatorio su carta battuto all’asta.

    Come in molti casi di vendite milionarie, dal miliardario e dal suo entourage non sono arrivati commenti, mentre diverse persone a lui vicine hanno confermato che è lui il nuovo, fortunato proprietario de “L’urlo” di Munch.

    Vendita record da Sotheby’s per L’Urlo di Munch

    Ci si attendeva un record e così è stato. L’Urlo di Edvard Munch, l’unico in mano a privati dei quattro esistenti, ha stracciato ogni primato nel corso dell’asta che si è tenuta a New York da Sotheby’s la sera (notte in Italia) di mercoledì, con un prezzo finale di 107 milioni di dollari che salgono a 119.922.500 comprese le commissioni. Il capolavoro del pittore norvegese diventa così il quadro più costoso al mondo venduto nel corso di un’asta, strappando il record detenuto fino a questo momento dall’opera di Pablo Picasso “Nude. Green Leaves and Bust”.

    La notizia della vendita del celebre dipinto aveva mandato in visibilio gli estimatori e i collezionisti di tutto il mondo. Una delle opere icone dei nostri tempi, la sola in mano ai privati ancora disponibile, è stata per anni di proprietà dell’imprenditore norvegese Petter Olsen, amico e protettore dello stesso Munch.

    La decisione di vendere il capolavoro dell’artista arriva dopo un lungo percorso personale e con lo scopo di realizzare un centro d’arte nei pressi della cittadina di Hvisten, in Norvegia, dove Munch acquistò una proprietà.

    Quale che sia stata la motivazione di Olsen, la notizia dell’arrivo sul mercato del capolavoro munchiano ha scosso il mondo delle aste creando una grande attesa tra i collezionisti: i dieci minuti della vendita sono stati tesi e nervosi con offerte che si sono alzate sempre più fino alla cifra finale.

    Un lungo applauso ha accolto la vendita a un anonimo compratore che ha partecipato all’asta per telefono: la base d’asta del quadro, lotto numero 20 della serata, è stata di 40 milioni di dollari, subito schizzati a 60.

    Lentamente si è saliti fino a 90 milioni di dollari e in gioco sono rimasti due clienti che hanno partecipato telefonicamente all’asta. L’attesa per la vendita del quadro era tale che il sito di Sotheby’s è collassato per il troppo traffico e tutti i presenti hanno seguito con il fiato sospeso la vendita fino a quando non è stato battuto il martelletto.

    L’anonimo acquirente ha così comprato L’Urlo per 119,9 milioni di dollari: la cifra si piazza così al primo posto come opera più costosa venduta a un’asta, seguita dal quadro “Nude. Green Leaves and Bust” di Picasso del 1932 (106,5 milioni di dollari) e dalla scultura di Alberto Giacometti “L’Homme Qui Marche” (104,3 milioni di dollari).

    Una serata davvero ottima anche per la casa d’asta che ha totalizzato complessivamente 330.568.500 dollari, il secondo totale in assoluto per Sotheby’s (il precedente record di $ 286.200.000 fu registrato a New York nel 1990): in tempi di crisi l’arte si conferma ancora una volta uno degli investimenti più proficui.

    Se c’è un’opera d’arte davvero forte e scioccante questa è l’Urlo di Munch che non solo rappresenta un’immagine fondamentale per la storia dell’arte, ma è anche una delle immagini più rappresentative della modernità“, ha commentato Simon Shaw, responsabile del dipartimento di arte Impressionista &Moderna di Sotheby’s a New York.

    Ora bisognerà attendere per capire se il nuovo proprietario dell’Urlo di Munch sia un privato o una fondazione-museo: nel secondo caso potremmo sperare di ammirare il quadro da vicino, nel primo potremmo solo invidiare il fortunato (e ricchissimo) collezionista che potrà goderselo in tutta privacy.

    21 febbraio 2012 – L’Urlo di Munch all’asta da Sotheby’s: la stima è di 80 milioni di dollari

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    Un capolavoro dell’arte come L’Urlo di Edvard Munch andrà all’asta la prossima primavera. Ad annunciarlo è stata Sotheby’s che il 2 maggio organizzerà la prestigiosa vendita nel corso di un’asta d’arte contemporanea: il quadro è tra i più famosi e noti al mondo, l’unico dei quattro in mano ai privati, tanto che si stima un prezzo di 80 milioni di dollari. Il dipinto è diventato una vera icona del malessere moderno e ora potrà entrare nella collezione di un nuovo ricchissimo amante dell’arte.

    Il settore delle aste d’arte registra grandi sorprese per gli appassionati collezionisti, anche se le opere più richieste sono anche le più costose.

    Da una parte il motivo è proprio la quotazione artistica, dall’altra è anche l’esiguo numero di opere di grande importanza disponibili sul mercato: così, quando un capolavoro arriva all’asta, si scatena una corsa al rialzo.

    È il caso della versione dell’Urlo di Munch, l’unica delle quattro dipinte dall’artista ancora in mano ai privati come si diceva prima. Il suo proprietario è l’imprenditore norvegese Petter Olsen, amico e protettore dello stesso Munch che ha deciso di vendere il quadro per dare al mondo la possibilità di ammirare il capolavoro.

    Ho vissuto con questo quadro tutta la mia vita e la sua forza ed energia sono aumentati con il tempo”, ha raccontato Olsen. Il quadro, secondo quanto dichiarato da Sotheby’s è il più colorato e vivace tra quelli realizzati dall’artista ed è l’unico che reca le parole che ispirano Munch, percorso da “brividi d’ansia” mentre sentiva “un grande urlo nella natura”.

    Il ricavato delle vendita servirà per la realizzazione di un nuovo museo con centro d’arte e hotel a Hvisten, in Norvegia, dove l’artista acquistò una proprietà.

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