La crisi cambia anche la moda del lusso

La crisi cambia anche la moda del lusso

La crisi ha costretto tutti a rivedere le spese e ad optare per soluzioni più modeste e anche i ricchi fanno allo stesso modo

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    La crisi economica globale ha costretto ma ha anche insegnato a condurre una vita più modesta senza troppi eccessi e in relazione alle proprie possibilità. Anche i top manager abituati a volare in business class o addirittura in jet privati sempre a loro disposizione hanno ridimensionato il loro stile di vita e tagliato o economizzato alcune delle loro spese.

    Anche loro non ostentano più il lusso e cominciano rivedendo il loro guardaroba personale mantenendo comunque un certo grado di eleganza attraverso capi più sobri e confortevoli, atteggiamento che chiaramente non favorisce i luxury brand dell’alta moda che rimangono un po’ a corto di clienti.

    Gli uomini lo fanno ma con difficoltà mentre le donne non ci pensano più d’una volta a modificare un vecchio vestito per farlo tornare di moda senza necessariamente acquistarne uno nuovo, loro invece preferiscono optare per altre possibilità. Non a caso proprio quest’anno l’uomo d’affari è tornato ad indossare jeans e giacca o scelgono una tenuta più casual-chif per evitare di assomigliare ad impiegati o banchieri, non sia mai.

    Questo per dimostrare come l’industria della moda in un momento economico molto difficile, propone di optare per un tipo di abbigliamento comodo e casual anche per gli incontri d’affari.

    Un esempio esemplare ci offre Sergio Marchionne, AD Fiat o la First Lady americana Michelle Obama.

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