Lalimentari: nel cuore di Bergamo un ristorante in cui il passato si lascia vivere (e mangiare)

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    Lalimentari: nel cuore di Bergamo un ristorante in cui il passato si lascia vivere (e mangiare)

    Avete mai pensato di pranzare, o cenare, in un luogo dove la bellezza del passato incontra la freschezza del presente? Dove la tradizione culinaria non è una zavorra da superare, ma il cuore di un menù tutto da gustare? Se non lo avete ancora mai fatto e avete voglia di scoprire un posto che vi sorprenderà per le sue caratteristiche, dovete fare un giro a Bergamo, e prenotare un tavolo da Lalimentari, un ristorante di altri tempi.

    Si sa, le radici sono fondamentali. Lo sono per le persone, lo sono per le storie, lo sono per i luoghi. Lo sanno bene Paolo Chiari, chef e proprietario de Lalimentari e Paolo Albano, l’architetto che ha gestito l’oneroso incarico di rivedere un luogo storico, come le stanze del Palazzo del Podestà di Bergamo, dove ha sede questo ristorante davvero speciale.

    Un lavoro rispettoso: partendo da un luogo dove le tracce del passato sono evidenti e significative, come affreschi, archi e capitelli, l’architetto Albano ha saputo inserire tracce di modernità, come nelle luminarie o nell’utilizzo dell’ottone satinato, il marmo di carrara e le sedute in legno. Un dialogo fitto e reciproco fra elementi distanti fra loro eppure così affini. Il risultato è un luogo accogliente, caldo, unico.

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    Lalimentari è in Piazza Vecchia a Bergamo Alta. Situato all’interno del Palazzo del Podestà gode di una posizione strategica con due accessi entrambi principali: uno da Piazza Vecchia e l’altro da Via Colleoni. Già solo la posizione in città e la ricchezza degli interni di questo ristorante valgono una visita. Se poi si passa al menù, la tappa presso Lalimentari diventa d’obbligo. Lo chef Paolo Chiari propone una serie di portate che sono tipiche della tradizione culinaria bergamasca: dai casoncelli alla polenta nella variante concia, con il conighlio o coi funghi e taragna, senza dimenticare un’ottima selezione di affettati e formaggi. Ampia e notevole anche la scelta dei vini, fra ben 800 etichette, molte delle quali esposte in modo discreto ma orgoglioso nelle sale dell’Alimentari.

    La tradizione di famiglia, che da oltre 100 anni si tramanda di madre in figlio in questa famiglia fino a giungere a Paolo Chairi, rivive fra i piatti e i bicchieri di design (nb si possono anche acquistare!) è un filo rosso brillante, che unisce il passato e il presente, che pare venir fuori dalle pareti di questo ristorante, e brillare negli occhi di chi con amore se ne è preso cura.

    polenta bergamasca

    Se la scintilla della curiosità e l’acquolina si sono palesati, non vi resta che provare.

    Lalimentari rivisitata da Paolo Albano
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