Le pietre fini: cosa sono e come riconoscerle [FOTO]

Le pietre fini: cosa sono e come riconoscerle [FOTO]

Le pietre fini

A chi è appassionato di gioielli sarà di certo capitato di aver a che fare le pietre fini. In realtà la distinzione tra pietre preziose e fini esiste solo in Francia dove vige il Decreto del 29 novembre 1968 che regola l’uso del termine “prezioso”. Solo quattro sono le pietre che si definiscono in questo modo e sono il diamante, il rubino, lo zaffiro e lo smeraldo. Tutte le altre pietre possono essere definite “fini” a patto che siano caratterizzate da rarità, bellezza e durata nel tempo e che siano pietre naturali, opache o trasparenti. Sotto la macro categoria di pietre fini, più note da noi come pietre semipreziose, sono riunite oltre duecento tipo di gemme che si suddividono a loro volta in semipreziose propriamente dette e pietre dure. Andiamo a vedere le principali e come riconoscerle.

  • Le pietre fini, citrino
  • Le pietre fini, agata blu
  • Le pietre fini, prasiolite
  • Le pietre fini, demantoide
  • Le pietre fini, eliodoro

Escludendo dunque quelle che vengono definite come preziose che spesso corrispondono alle più note come il diamante, il re delle gemme, il rubino, lo smeraldo e lo zaffiro, le pietre fini o semipreziose sono tutte quelle pietre naturali, di norma di natura minerale, che fin dai tempi antichi venivano usate per la loro bellezza e la capacità di durare nel tempo. Nel gruppo spesso vengono prese in considerazioni alcune pietre che hanno un’origine diversa come l’ambra, di origine vegetale, o il corallo, di origine animale.

La prima distinzione è tra le pietre fini o semipreziose trasparenti e quelle dure che sono opache, dall’aspetto solido, spesso con venature. Tra queste ultime spiccano le diverse varietà di agata. Del gruppo fa parte anche la giada, con il suo caratteristico color verde che può assumere sfumature diverse. Pietre dure sono anche i lapislazzuli, di un magnifico colore azzurro, l’occhio di tigre, nella quale i riflessi giallo oro si stagliano su fondo bruno, l’onice e il perfetto color nero brillante, l’opale e i vari tipo di quarzo.

Nelle pietre fini trasparenti troviamo alcune delle gemme più belle e usate in gioielleria come l’acquamarina o l’ametista, una varietà di quarzo dallo splendido colore violaceo. Molte sono le pietre i cui nomi sfuggono ai più e alcuni sono alquanto bizzarri come il peridoto, la tormalina, il turchese.

L’Apatite per esempio è molto ambita dai collezionisti per la sua rarità: la gamma dei colori spazia dal rosa al viola, passando per l’azzurro e il verde. Spesso sui gioielli abbiamo visto il citrino, un tipo di quarzo con un delicato color giallo. Altra pietra nota per lo più agli appassionati è il demantoide, della famiglia dei granati con un color verde che riluce in tutta la varietà di sfumature.

La tanzanite è una delle pietre più belle e rare ed è davvero difficile definirla come semipreziosa: è rara e preziosa visto che i giacimenti si trovano solo in Tanzania e ha un colore blu che vira al viola. La tanzanite deve la sua fortuna a Tiffany che ne ha comprese fin da subito le applicazioni e ne ha cambiato il nome da “Zoisite blu” (si tratta infatti di una varietà blu della gemma zoisite) in quello che oggi conosciamo.

Tra le pietre semipreziose troviamo anche lo Spinello, talmente simile al rubino da essere usato nei gioielli degli antichi reali. In realtà è ancora più raro della pietra più nota e ha colori che spaziano dal rosso acceso al rosa fino ad accendersi nel viola.

Quale che sia la vostra scelta in fatto di pietre fini o semipreziose, l’importante è avere la certificazione che si tratti di pietre naturali e non di falsi, costruiti in laboratorio. Come per le gemme più note va tenuto in considerazione la rarità, la purezza, la dimensione e il colore, oltre al taglio che deve essere in grado di valorizzarne la bellezza.

Il ricco mondo delle pietre fini o semipreziose è vasto e splendido, come tutte le gemme: l’importante è che siano naturali, belle e uniche, come un vero gioiello.

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Lun 14/01/2013 da

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