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Louis Vuitton: i tattoo della maison firmati Scott Campbell

Louis Vuitton: i tattoo della maison firmati Scott Campbell

A New York in occasione della presentazione delle collezioni maschili 2011, replicate durante le sfilate parigine, Louis Vuitton sfila con tatuaggi veri realizzati da Scott Campbell

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    Il marchio, la griffe, l’etichetta possono diventare un’ossessione. Chi soffre di shopping convulsivo (in senso ironico ovviamente) capisce bene. Ma forse qualche volte le case di moda stesse esagerano un po’. Almeno, noi la pensiamo così. Parliamo spesso di Louis Vuitton e lo facciamo in modo da esaltare, quando ci sono, le qualità di prodotto e di innovazione di una casa che ha una storia e un successo planetario. Ma questa volta, forse, si è un po’ passato il limite. Già perché portare un borsa griffata ci sta, così come ci sta avere marchi stampati un po’ ovunque addosso, dai piedi fino alla testa. Ma tatuarsi anche….mah..siamo perplessi.

    E’ quanto si è visto alle sfilate di New York in occasione della presentazione delle collezioni maschili 2011, replicate durante le sfilate parigine. Come potete vedere in foto parliamo di tatuaggi veri. D’accordo, non perenni, sicuramente lavabili in tempo zero. Non è questo il problema. La questione sta nel concetto che sta dietro, il marchiare se stessi con un simbolo di un prodotto commerciale.

    Sinceramente ci spaventa un po’ l’idea. Non abbiamo nulla ma proprio nulla contro i tatuaggi. Troppo spesso divenuti di moda, sono ad ogni buon conto una pratica che ha origini antichissime con una fenomenologia assolutamente rispettabile.

    Il problema sta nel voler far sì che il proprio corpo sia portatore di un preciso messaggio, ossia un marchio. La fedeltà alla marca è una cosa positiva ma forse è meglio continuare a dimostrarla nel “vecchio” modo, comprando prodotti e non rendendo noi stessi oggetti.

    Ovviamente vi diamo conto anche dei dettagli qualora foste interessati, laddove il tattoo proposto da LV presenta delle forti influenze goticheggianti grazie alla collaborazione con l’artista Scott Campbell.

    In questo modo è possibile riproporre sulla propria pelle i simboli storici e distintivi dell’azienda. Ammesso che questa iniziativa (per altro non solitaria poiché altre case di moda hanno pensato ad una idea simile) possa avere un mercato, visto che per il momento resta circoscritta alle sfilate, manteniamo i nostri dubbi e per una volta diciamo: il tattoo di LV non ci piace, tutt’altro che di lusso.

    foto tratta da luxurylaunches.com

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