Luxury Brand: Google vince su Louis Vuitton

Luxury Brand: Google vince su Louis Vuitton

Google vince su Louis Vuitton per quanto riguarda la causa intentata dalla maison francese per la violazione del diritto esclusivo dei marchi

da in Curiosità, In Evidenza, Louis Vuitton, Luxury Brand
Ultimo aggiornamento:

    Louis Vuitton Alma Miroir

    Negli ultimi mesi Louis Vuitton, e in generale il Gruppo al quale il brand fa capo, LVMH, si è lasciato trasportare dalla sfilza di azioni legali intraprese contro alcuni “luoghi virtuali” tra cui eBay e Google, ma mentre contro il sito d’aste più famoso al mondo il Gruppo ha avuto ragione e ha vinto la causa legale posta di fronte al tribunale parigino, le cose non sono andata altrettanto bene nei confronti del motore di ricerca. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha infatti stabilito l’innocenza di Google riguardo alla causa intentata dal colosso della moda, Louis Vuitton, relativa ad alcune parole chiave utilizzate da alcuni inserzionisti nella piattaforma di Google AdWords. Il gigante dei motori di ricerca è statao quindi assolto dall’accusa di violazione del diritto dei marchi.

    Louis Vuitton, che ultimamente sta cercando di farsi valere dal punto di vista legale per opporsi all’abuso dei marchi online, aveva citato in giudizio Google a causa di alcuni inserzionisti che hanno utilizzato nomi legati al marchio per pubblicizzare le loro attività sul web, e Google in effetti sarebbe stato colpevole solo ed esclusivamente se a conoscenza dell’eventuale illegalità da parte di queste aziende.

    In alcuni punti cruciali della sentenza si legge chiaramente che Google non solo non ha commesso alcuna illegalità, ma che eventualmente se tali illegalità ci fossero da parte degli inserzionisti, dovrebbe essere lo stesso marchio colpito a far valere i suoi diritti nei loro confronti. Diciamo che la situazione è particolarmente comoda per Google che di fatto può lavarsene le mani, o almeno questo è quantosi legge in alcuni passi peculiari della sentenza emessa dall’Unione Europea.

    La società Google non ha violato il diritto dei marchi nel consentire agli inserzionisti l’acquisto di parole chiave corrispondenti ai marchi di impresa dei loro concorrenti.

    Quanto agli inserzionisti, essi non possono, mediante tali parole chiave, far visualizzare da Google annunci che non consentano agli utenti di Internet di capire facilmente da quale impresa provengono i prodotti o i servizi a cui l’annuncio si riferisce

    Se un marchio è stato utilizzato come parola chiave, il suo titolare non può pertanto far valere nei confronti della Google il diritto esclusivo che egli trae dal suo marchio. Egli può invece far valere tale diritto nei confronti degli inserzionisti che, mediante una parola chiave corrispondente al suo marchio, fanno visualizzare dalla Google annunci che non consentono, o consentono soltanto difficilmente, all’utente medio di Internet di sapere da quale impresa provengono i prodotti o servizi indicati nell’annuncio”.

    469

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CuriositàIn EvidenzaLouis VuittonLuxury Brand
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI