Luxury Summit a Milano: si punta sulla Cina

Luxury Summit a Milano: si punta sulla Cina

Si è tenuto a Milano il secondo Luxury Summit, organizzato dal Sole 24Ore, da cui è emerso che i margini di sviluppo maggiori sono in Cina e nell'area Bric

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    L’Italia è un paese la cui economia dipende in grande parte dalle esportazioni e, più un generale, dai portafogli degli stranieri che trovano nel Made in Italy una etichetta attraente. E dopo gli anni di crisi che ci auguriamo alle spalle, dai dati sembra che i primi mesi del 2010 siano partiti col vento in poppa. Un balzo del 22% rispetto al 2009 con una forte componente legata alla crescita di alcune categorie commerciali, ad esempio il +55% degli outlet, il +25% delle catene monomarca e il +10% delle multimarca. Decisamente interessante anche la distribuzione geografica degli acquirenti. I russi sembrano i più affascinati dal Bel Paese, al punto da essere stati “responsabili” di un terzo del totale degli acquisti, seguono giapponesi, cinesi e americani.

    I numeri sono stato comunicati a Milano durante il 2° Luxury Summit organizzato dal Sole24Ore. Secondo Tomás Mostany, country manager Italia di Global Blue, il 64% dello shopping ha riguardato i negozi monomarca con una media-scontrino di 706 euro, il 29% i plurimarca con una media- scontrino di 547 euro) e il 7% gli outlet (scontrino medio 411 euro).

    Le nubi all’orizzonte non mancano, visto che l’onda lunga della crisi ancora si vede e si sente. Il lusso, già in difficoltà nel 2008 e nel 2009, continuerà a soffrire nel 2010 con un saldo del -2,3%. Un dato però che passa in positivo del +4% se si considerano anche l’arredo-design, i viaggi, il turismo e le Spa. Una inversione di tendenza legata anche alla forte domanda cinese che si conferma motore di crescita e profittabilità nei prossimi 5-6 anni.

    Ma sull’export si può fare di più. Lo dice il Cavalier Mario Boselli, presidente della Camera della Moda: «L’analisi dei flussi dell’export del sistema moda italiana indica che sono i paesi Bric quelli che dobbiamo andare a conquistare, visto che ora rappresentano solo il 7,2% del totale delle nostre esportazioni».

    fonte luxury24.it

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