Milano Fashion Week: Calendario blindato per la kermesse

Milano Fashion Week: Calendario blindato per la kermesse

Calendario blindato per la settimana della moda milanese

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    milano moda donna

    Grandi novità in vista per la moda a Milano. Un calendario blindato, si partirà con Gucci e si chiuderà con Re Giorgio. E sulla durata non ci sono dubbi, una settimana: dal 22 al 28 settembre. In questo modo sembra si sia voluto mettere la parola fine alle polemiche che nella scorsa edizione di Milano Moda Donna erano state sollevate dalla direttrice di Vogue US Anna Wintour che convinse molti stilisti a ridurre a tre le giornate di passerelle. “Chi ha orecchie per intendere intenda” questo il commento di Mario Boselli Presidente della Camera della Moda.

    Ma ci sono altre novità. Si dice addio alla vecchia Fiera. Da settembre quindi prepariamoci all’invasione del centro: Piazza Affari, Via Palestro, Via Dante e così via.

    Una decisione sotto la quale si celano semplici considerazioni economiche. Lo ha detto Boselli: “Siamo passati, in Fiera, da 50 a 25 sfilate, c’era ancora un polo ma non tale da far quadrare i conti. Molti sono hanno lasciato questa location perché non c’era più il clima, certe cose passano di moda”.

    Quindi si cambia. Sono in corso le trattative con Palazzo Marino per cercare gli spazi da gestire e affittare agli stilisti. Molte grandi firme, Armani, Prada, Versace etc, si organizzeranno per conto loro.

    Le altre dovrebbero fare affidamento su location più piccole offerte dal Comune e gestite dalla Camera.

    Sembra finalmente arrivato il momento del risveglio per la moda italiana, dopo i vari tentativi di sorpasso della fashion week americana e parigina, come del resto anche del successo ormai indiscutibile del Salone del Mobile. Milano sta cercando di mantenersi salda sul trono quale regina delle città della moda.

    Stop quindi al centro unico a tutto vantaggio di un network di sale e luoghi in centro, facilmente raggiungibili anche a piedi. Una mini rivoluzione che riguarda un settore nevralgico della nostra economia, che produce il 21% del Pil della città di Milano. Ci viene in mente: “Come si cambia, per non morire”!

    foto tratta da www.stylosophy.it

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