Pierre Cardin e il ‘Palais Lumière’ a Venezia

Palais Lumière di Pierre Cardin: l'ambizioso progetto che lo stilista francese vuole portare a termine a Venezia

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    Un grattacielo di 250 metri di altezza nella Serenissima. Ecco l’audace progetto proposto dallo stilista francese Pierre Cardin che suscita non poche perplessità e opinioni contrastanti. Per gli uni, si pone la questione della coesistenza di una città storica con un edificio modernissimo e dei danni ecologici connessi. Per gli altri, è l’occasione ideale per rilanciare l’economia della zona e per uscire dalla monocultura del turismo.

    Un progetto controverso

    Venezia merita di essere rispettata, è una città che ha mille anni di storia‘, così difende la città delle Dogi, in una conferenza stampa, Alvise Benedetti, il vice-presidente della sezione veneziana di Italia Nostra, un’associazione di difesa del patrimonio che si oppone al progetto.Definito come ‘senza senso‘, la torre voluta da Cardin costituirebbe, secondo il suddetto, un danno per motivi culturali e paesaggistici, nonché per motivi di sicurezza relativi alla vicinanza dell’aeroporto e ai potenziali danni alle falde freatiche. Gravi accuse, che non sono invece condivise dal sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, che difende il progetto sottolineando l’ubicazione del grattacielo al di fuori del centro storico, nella zona industriale tra Mestre e Porto Marghera. Il Palais Lumière sarebbe dunque un’opera qualificante per rivitalizzare una zona caratterizzata da fabbriche in disuso, che richiederà come prima tappa una vasta operazione di disinquinamento. Il sindaco afferma inoltre che storicamente Venezia è sempre stata innovativa in ambito architettonico: ecco quindi un’occasione per rilanciare la creatività della città, senza dimenticare gli indubbi benefici che la realizzazione del progetto avrebbe sul piano dell’occupazione.

    Una torre faraonica

    E’ chiaro che la torre concepita da Pierre Cardin, brillante stilista di origine italiana, è alquanto faraonica: 255 metri di altezza, 65 piani su una superficie totale di 250 mila metri. Questo concetto di città verticale è destinato ad arricchire il mercato delle case di lusso a Venezia oltre che ad ospitare uffici ma anche alberghi, un complesso culturale e sportivo e un polo di ricerca. Architettonicamente impressionante, l’edificio futurista, ideato a partire da un bouquet di tre steli di fiori, si presenta come una scultura composta da sei dischi impilati a 35 metri di intervallo e sostenuti da tre torri di diversa altezza. Il tutto rigorosamente ecologico, grazie all’uso di energie fotovoltaica, eolica e geotermica oltre che di un vetro speciale che elimina i problemi dell’effetto serra. La costruzione del complesso immobiliare, prevista per una durata di tre anni, terminerà nel 2015 per l’Expo di Milano. Il budget è in linea con la grandiosità dell’edificio, con la cifra da capogiro compresa tra 1,5 e 2 miliardi di euro.

    Una replica in Cina

    In realtà, l’idea originale di Pierre Cardin era di erigere la sua opera a Parigi. Il tentativo si è rivelato tuttavia fallimentare vista l’impossibilità di reperire 50 ettari disponibili nel centro della Ville Lumière; il progetto è così stato reindirizzato a Venezia. Ma l’instancabile francese non si accontenta dell’Europa: sono in corso delle negoziazioni per costruire una replica in Cina, un paese che l’ha sempre affascinato.

    Avrà un’accoglienza meno tiepida dagli abitanti al di fuori del Belpaese? Intanto le trattative per la realizzazione del Palais Lumière in Italia sono a buon punto soprattutto dopo il recente via libera dall’Enac; spetta adesso solo alla Regione Veneto la decisione.

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