Prada licenzia i “dipendenti brutti e grassi”

Prada licenzia i “dipendenti brutti e grassi”

E’ polemica in Giappone dove Prada ha licenziato l’ex manager del gruppo per il suo look poco incline all’immagine del marchio, e con lei altre 15 persone

da in Curiosità, Luxury Brand, Prada, Tokyo
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    Prada Tokyo

    “Il diavolo veste Prada”, e probabilmente è vero, i guai sono appena cominciati per la Maison che rischia seriamente di essere accusata di discriminazione. Tutto è cominciato a Tokyo lo scorso maggio, quando la ex direttrice generale del gruppo Rina Brovisse, ha ricevuto da Davide Sesia, Ceo di Prada nel paese nipponico, l’ordine indiscutibile di licenziare 15 membri dello staff perché ritenuti non in linea con l’immagine del marchio di moda milanese, esattamente li ha definiti “brutti, vecchi, grassi, e troppo lontani dallo stile Prada”. Una storia che ha decisamente dell’incredibile.

    Da i piani alti la casa ha avuto da ridire anche su look della ex manager al quale era stato insistentemente consigliato di cambiare pettinatura e di perdere peso, pare che Sesia si sia espresso nei confronti della Brovisse, dicendo che si vergognava del suo aspetto e che non voleva assolutamente che i visitatori provenienti dall’Italia potessero vederla.

    Rina Brovisse si è quindi rimboccata le maniche e ha presentato una prima denuncia al tribunale di Tokyo lo scorso dicembre, chiedendo un risarcimento per lo stress emotivo e il diritto ad essere reintegrata nel suo ruolo di manager, considerato che dopo essersi rifiutata di fare ciò che gli era stato ordinato, la Brovisse era stata inizialmente retrocessa e poi sospesa temporaneamente dal lavoro.

    Nonostante la ex direttrice abbia tentato in questi mesi di trovare un accordo con Prada lo scorso lunedì arriva ufficialmente il suo licenziamento: a quanto pare il Tribunale di Tokyo ha respinto tutte le accuse della dipendente e ha confermato la legalità ti tale atto. Ma Rina Brovisse non si da per vinta, ha dichiarato infatti di voler procedere con una nuova azione legale, considerato che secondo la ex manager, che ha lavorato per ben 18 anni nel settore della moda, i dipendenti che gli erano stati segnalati sono stati retrocessi e poi licenziati.

    Una prova in più a favore dell’accusa.

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