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Recessione, investire in arte contemporanea

Recessione, investire in arte contemporanea

In un momento di crisi come quello che ha coinvolto l’economia mondiale forse investire in arte contemporanea potrebbe rivelarsi un buon investimento a lungo termine che presto potrebbe dare i suoi frutti

da in Arte, Arte Contemporanea, Artisti, Curiosità
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    E’ giusto investire oggi in arte contemporanea? Sicuramente sì, visti gli indici riportati dalle fonti ufficiali di esperti del settore. Oggi l’investimento in Opere d’Arte ed in particolar modo in Opere d’Arte Contemporanea può essere veramente considerato un investimento che oltre a rendere nel medio e lungo periodo può addirittura offrire nel breve periodo, altissimi tassi di rendimento se la scelta, ove indirizzare le proprie preferenze, risulta azzeccata

    Basti ricordare che gruppi come Microsoft o Deutsche-Bank sono tra i più grandi “investitori” in Opere d’Arte Contemporanea al mondo, con collezioni tra le più vaste ed importanti a livello planetario.

    La stessa BSI (Banca della Svizzera Italiana) possiede una collezione d’arte contemporanea e gruppi internazionali come Progressive Insurance, UBS e Hallmark, sono focalizzati nel selezionare Opere ed Artisti per incrementare le loro già importanti collezioni d’arte.

    I maggiori mercati mondiali d’arte restano comunque sempre New York e Londra ma il mercato in ogni caso sta divenendo sempre meno “localizzato” e più accessibile a tutti grazie all’avvento delle tecnologie connesse alla rete di Internet (esempio la possibilità di postare offerte via internet, utilizzata dalle maggiori Case d’Asta italiane ed internazionali). Si rivela quindi oggi fondamentale saper scegliere dove indirizzarsi.

    Personalmente posseggo svariate Opere di Artisti Moderni e Contemporanei, da artisti storici e di grande mercato come Mario Schifano sino ad artisti contemporanei ancora poco conosciuti ai più, ma con grandi margini di rivalutazione nel medio e lungo periodo, come ad esempio l’artista romano Massimo Taccon.

    In ogni caso i criteri di selezione non debbono comunque prescindere da un prerequisito fondamentale che vede nella “qualità” del prodotto che si vuole acquisire, forse il suo primo parametro di scelta.

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