Un castello di rose nel Nord della Francia

La scoperta di un castello in Francia dove il profumo delle rose si esprime nelle sue tantissime declinazioni, anche quelle più sconosciute o dimenticate.

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    Un castello di rose nel Nord della Francia

    Lo scorso agosto, partendo da Parigi, abbiamo deciso all’improvviso di fare un salto a Etretat, paesino della Normandia famoso per le sue spettacolari falesie affacciate sulla Manica, nella regione della Senna Marittima.

    Superato il Pont de Normandie e i dintorni di Le Havre, ci siamo però persi fra le stradine che attraversano le piccole contrade. Troppo tardi ci siamo accorti di aver oltrepassato la nostra meta e di essere arrivati ormai oltre Fecamp, quasi 20 chilometri dopo.

    Siamo abituati a questi improvvisi cambi di programma in viaggio, spesso sono il preludio per nuove scoperte fuori dai terreni più battuti. E sono proprio queste divagazioni a sorpresa che danno senso al viaggiare in auto.

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    Ed è così, poco più a sud di Saint-Valery-en-Caux, che abbiamo scoperto lo Château du Mesnil Geoffroy. Qui hanno soggiornato personaggi illustri come Victor Hugo e Antoine de Saint-Exupéry e ora, modestamente, siamo arrivati anche noi!

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    Costruito nel XVII° secolo, oggi il castello è classificato come monumento storico ed è di proprietà del principe e della principessa Kayali, che ci abitano tutto l’anno e che mettono a disposizione anche cinque magnifiche chambre d’hôtes affacciate sul giardino alla francese. Di cui non mancheremo di approfittare la prossima volta che torneremo qui.

    I due principi aprono le porte di casa a tutti i visitatori per condividere la loro passione per le rose: più di 2500 piante di rose in 2000 diverse varietà che il principe colleziona, aggiungendo ogni anno specie rare o perdute, scovate in giro per tutto il mondo.

    E’ proprio la “Princesse” che ce lo spiega, accompagnandoci con grande gentilezza nella nostra visita, arricchendola con entusiastiche spiegazioni.

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    Al tempo della loro acquisizione, i Principi Kayali hanno dovuto ripristinare il giardino, che era completamente incolto.

    Sono stati rintracciati i progetti originali di Eugéne Collinot, nipote di André Le Nôtre, famoso paesaggista del ‘600, amico del Re Sole.

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    E’ stato possibile dunque recuperare l’aspetto originale dei giardini, incluso il labirinto e il frutteto. In più, sono stati aggiunti due roseti, uno dedicato alle rose storiche e l’altro alle rose più profumate.

    Il progetto dei due roseti è nato dopo numerose ricerche: rispetta lo stile francese e crea un’unità paesaggistica in armonia con il disegno originale del parco e le linee architettoniche del castello.

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    Ogni specie di queste rose ha la sua caratteristica. La principessa per esempio dice di adorare le rose rampicanti, dai colori delicati e le piccole inflorescenze che corrono sugli alberi. Ma ci sono anche le rose Bourbon, che ci incantano per il loro profumo persistente sulle dita, quando ci viene permesso, in via del tutto eccezionale, di accarezzare i petali. E ci sono poi le rose Quattro Stagioni, che risalgono addirittura al tempo dei Romani. O la specie Centfeulles, frutto di diversi incroci fatti in Olanda nel XIV° secolo.

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    “Molti ci chiamano per identificare in antichi giardini abbandonati delle vecchie piante di rose, in questo modo qualche volta abbiamo la fortuna di ritrovare varietà dimenticate. Le recuperiamo e proviamo a farle rivivere nella nostra serra. Per queste piante abbiamo un amore particolare: le curiamo come bambini fragili, che vanno particolarmente protetti” ci dice la Principessa.

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    Quella che a noi affascina di più è la zona dedicata alle rose profumate, che si trova in uno percorso studiato apposta per godere delle delizie olfattive che emanano i cespugli fioriti, sui lati della passeggiata. Perché, abbiamo imparato, non c’è nulla di più variabile del profumo della rosa. Non è un unico aroma, ma una declinazione infinita di fragranze tutte diverse, dalle mille sfumature. Bisogna venire qui per scoprirlo.

    E, immancabilmente, finiamo la nostra visita alla boutique del castello. Io non resisto all’acquisto di una pianta di rosa, fra le più facili da coltivare (visto il mio pollice grigio). Quanto sarò capace di farla durare?

    Invece Enzo, più cosciente di me dei suoi limiti, è andato sul sicuro: per portare a casa nostra il profumo di questi fiori ha optato per una confettura ai petali di rosa.

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