Siamo arrivati all’ultimo weekend di agosto: un fine settimana di rientri, e per chi è già tornato, in tante parti d’Italia purtroppo non splende il sole. Non lasciatevi demoralizzare da un po’ di brutto tempo! Che siano gli ultimi giorni o mostre ancora in corso per i prossimi mesi, l’Italia è una mappa ricchissima di esperienze artistiche che troverete dalle grandi città ai borghi, con mostre d’arte interessantissime da visitare, dal rinascimento alle installazioni più avveniristiche che fondono fotografia e Intelligenza artificiale. Se vi trovate in queste città, approfittatene subito!
Settembre 2025: l’Italia e i tanti colori dell’arte
Un weekend all’insegna dell’arte e della cultura è quel che ci vuole per scacciare il pensiero nostalgico delle vacanze appena trascorse. Specie se il meteo, come stiamo vedendo in questi giorni un po’ ovunque, non è dalla nostra parte. Non pensate subito alle valigie, alle lavatrici e al rientro a lavoro, dedicatevi qualche ora a visitare le esposizioni ancora in corso dal periodo estivo, in attesa che arrivi la nuova stagione autunnale, che si prospetta altrettanto carica di novità. Per chi ama viaggiare anche con la mente, tra bellezza, classicismo e modernità, e per chi è sempre curioso di scoprire le nuove letture e le nuove prospettive dell’arte, ecco le mostre speciali che sono aperte questo weekend di fine agosto, in ogni parte d’Italia.
Torino – Musei Reali: la bellezza che attraversa i secoli
I Musei Reali di Torino ospitano fino al 28 settembre la mostra Da Botticelli a Mucha. Bellezza, Natura, Seduzione: un percorso affascinante che fa dialogare i capolavori del rinascimento con l’eleganza del Liberty. Cosa hanno in comune se non l’idea del bello e il suo movimento seduttivo, dalle infinite sfaccettature? Con un taglio del tutto inedito e attraverso 11 sale e 10 sezioni, la mostra presenta oltre cento opere provenienti dall’immenso patrimonio dei Musei Reali di Torino, dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze e da altre prestigiose istituzioni e collezioni nazionali e internazionali, e mette in dialogo capolavori differenti per epoca, tipologia e provenienza sul tema della bellezza interpretata attraverso il mito, il fascino dell’antico, la meraviglia della natura, oltre a quella insita nel mondo femminile e rappresentata con grazia e sensualità esemplari. Da Botticelli a Canova, fino ad Alphonse Mucha e tanti altri maestri.
Milano, da Canova al fotoreportage del 900, fino all’intelligenza artificiale
Molte le mostre ancora in corso a Milano, alcune iniziate da poco, altre al loro ultimo weekend di apertura. Proseguendo sul filo della bellezza classica, la Pinacoteca di Brera ospiterà fino al 17 maggio La Bellezza e l’Ideale, dedicata alla collezione Canova di Banca Ifis: un’occasione unica per conoscere l’eterno della perfezione delle sculture dell’artista originario di Possagno, vibranti di energie vitali e tensioni passionali.
La narrazione dell’America agli inizi del secolo scorso, protagonista di quegli eventi che determineranno il destino della grande potenza fino ad oggi, con suggestioni dalle grandi catastrofi che sono state di ispirazione per romanzi e film, come le tempeste di sabbia (Dust Bowl) che Steinbeck ha descritto in Furore – poi messo in pellicola da John Ford nel 1940. È la mostra della grande fotografa americana Dorothea Lange, una pioniera di quest’arte tra narrazione del reale – spunto di osservazione sociale ed economica – e suggestione filmica: al Museo Diocesano Carlo Maria Martini fino al 19 ottobre. Ancora riflessione, denuncia e creazione si intrecciano nell’arte dello street artist britannico Bansky, ora allo Spazio Varesina 204.
Temi sui quali specialmente in questo periodo siamo tutti sollecitati, dalla guerra alla povertà, in un’ottica di denuncia che fa dell’arte un amplificatore di partecipazione. Il fascino del cosmo e dello spazio in una mostra immersiva di tutt’altro genere, dove stili, luci e materie ci trascinano in un viaggio interattivo di particolare suggestione, specialmente per le nuove generazioni sempre più attratte dallo spazio come dimostrano i trend in musica, moda e spettacolo. Space Dreamers vi aspetta in Piazza Beccaria. In tema di sperimentazioni digitali, intelligenza artificiale e fotografia, più sofisticata e ipermoderna l’esposizione Parallax di Kevin Abosh, sul grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio fino al 14 settembre. Un’opera capace di generare spazio, tempo e pensiero.
A Roma iperrealismo, fotografia e sguardo al femminile
Il rientro a Roma per i romani è sempre speciale. C’è qualcosa che li lega indissolubilmente alla città eterna e li fa tornare orgogliosi di esserne cittadini. Poi subentra – magari in mezzo al traffico – l’amore e odio di sempre. Ma c’è da dire che qui l’offerta culturale è sempre vivace e poliedrica. È il momento di perdersi in un labirinto di fotografie in bianco e nero e conoscere i meriti della scienza al femminile, dimenticare il confine tra realtà e finzione grazie alla scultura iperrealista e sorprendersi con mastodontiche opere di attualità open-air. La fotografia al femminile è nella retrospettiva sugli scatti di Peggy Kleiber (Tutti i Giorni della Vita, Museo di Roma in Trastevere). 150 fotografie tra le 15mila ritrovate in due valigie, diventano la prima monografia della fotografa non professionista che raccontano lo sguardo di una donna sulla storia familiare della seconda metà del novecento, occasione per fissare momenti iconici sullo sfondo di un’Italia che cambia. Ultimo weekend anche per visitare “Mediterranea“, al MAXXI, un viaggio intenso e multisensoriale che affronta storia, ambiente, trasformazione società nel grande mare culla di civiltà e ancora oggi fulcro di incontri, viaggi, migrazioni e termometro delicato di grandi cambiamenti.
Per chi vuol lasciarsi stupire dall’arte iperrealista, a Palazzo Bonaparte sculture “quasi vive” che sfidano l’occhio a riconoscere la differenza tra statico e dinamico, tra vita e sua rappresentazione istantanea e astratta dal tempo: Maurizio Cattelan, George Segal, Carole Feuerman e Duane Hanson tra gli artisti in esposizione, per esclamare “Sembra Vivo!” di fronte a ciascuna delle 43 opere in mostra fino al 4 ottobre.
Uno sguardo al mondo femminile come antidoto senza parole a quella parte di sguardo che – le cronache ci insegnano – lo appiattiscono e dissacrano a pura immagine-oggetto. “Donne di Arte e di Scienza” al Museo Carlo Bilotti è un percorso che unisce arte e consapevolezza sociale nell’esame di alcune interessanti figure della storia politica e scientifica italiana. Dalle fotografie del professionista monegasco Gerald Bruneau emergono volti di donne protagoniste della politica e della scienza, illuminate e avanguardiste, narrazione vivente di quella lotta – ancora in corso – contro gli stereotipi maschilisti che si incontrano, dagli ambiti familiari fino a quelli professionali, accademici, istituzionali e scientifici.
Arte fuori dalle grandi città: da Lecco a Perugia fino a Pontremoli
La fine dell’estate conserva esperienze artistiche anche fuori dai grandi centri. Ultimo weekend per visitare a Pontremoli (Massa Carrara) l’esposizione delle tele di Francesco Hayez: tre capolavori del pittore romantico sono esposti per la prima volta in questo territorio, grazie al progetto Grande Brera in tour. Il Pietro Rossi nel castello di Pontremoli, la tela che Hayez eseguì nel 1818, a ventisette anni, è considerata il primo dipinto pienamente romantico che sia stato eseguito sotto le Alpi, così riconosciuto anche dai contemporanei. Suggestioni medievali del condottiero parmense tra cavalieri e castelli, in uno scenario da sogno totalmente immaginario, perché il pittore davvero a Pontremoli non era mai stato. Il progetto riporta – per la prima volta unite insieme – le tre versioni proprio nel luogo citato e rappresentato, occasione unica per immergersi nel primo romanticismo ottocentesco direttamente nei luoghi che lo hanno anche solo immaginariamente ispirato.
Sulle rive del lago di Como, a Lecco, il Palazzo delle Paure dedica fino al 2 novembre 2025 una mostra ad “Antonio Ligabue e l’arte degli outsider”, un indagine sul rapporto tra forza visionaria che si lega a una sofferenza mentale e arte come espressione di dolore e lucida e sofferente visione della realtà e del mondo, esteriore e interiore. Un’esposizione suggestiva che riassume l’immaginario selvaggio del dolore profondo, in 14 opere del pittore e altre rappresentazioni di altri autori come Filippo de Pisis, Gino Sandri, Carlo Zinelli, Pietro Ghizzardi.