Incorniciato dagli spettacolari paesaggi della Val d’Orcia, dai rilievi selvatici della Maremma e dalle distese infinite della Valdichiana, in Toscana si erge un monte che sembra essere uscito da un libro fantasy. Si tratta del Monte Amiata, antico vulcano solitario e un tempo luogo sacro per gli Etruschi, celebre per le sue sorgenti sulfuree e per la natura incontaminata che lo circonda. Un vero tesoro della Toscana, perfetto per godersi delle giornate all’insegna del trekking e per scoprire alcune delle sue bellezze nascoste, come i suoi fantastici borghi ma ce n’è uno in particolare che ha rapito la nostra attenzione.
Parliamo di Arcidosso, antico borgo medievale adagiato proprio sulle pendici del Monte Amiata, nel cuore verde della provincia di Grosseto. Un borgo che vanta anche un centro storico estremamente affascinante, in cui sono ancora presenti le mura di cinta, chiese dai tratti antichi e scorci che sembrano essere sospesi tra passato e presente. Ma Arcidosso è anche porta d’accesso a un territorio ricco di aree naturali e percorsi panoramici, dalle riserve ambientali alle cascate, fino agli antichi castagneti amiatini. Ma è soprattutto la presenza della poderosa Rocca Aldobrandesca a definire l’identità del borgo: simbolo indiscusso del potere signorile, nonché una delle fortificazioni medievali meglio conservate dell’intero comprensorio amiatino.
La Rocca Aldobrandesca di Arcidosso, custode del borgo e della sua storia
Il patrimonio di Arcidosso si svela lentamente, attraverso una sequenza di luoghi che intrecciano passato, fervore religioso e vita quotidiana. A dominare il profilo del borgo è la Rocca Aldobrandesca, straordinario esempio di architettura fortificata medievale che conserva ancora oggi il rigore e la forza del suo impianto originario. L’edificio, nato intorno all’XI secolo e successivamente modificato dai Senesi dopo la conquista del 1331, colpisce per la base scarpata, il mastio quadrangolare e la doppia cinta muraria che ancora ne definisce il carattere. Le superfici in pietra raccontano storie antiche, con incisioni, simboli e segni enigmatici riconducibili a filoni ereticali medievali e a saperi di matrice esoterica. Oggi gli ambienti interni custodiscono tre poli museali: il Centro Studi David Lazzaretti, dedicato alla vicenda del “profeta dell’Amiata”; il Museo del Paesaggio Medievale, che rievoca le dinamiche insediative e rurali del territorio; e il MACO, Museo di Arte e Cultura Orientale, che ospita una singolare collezione tibetana, unica nel panorama culturale toscano.
Le meravigliose Chiese del Borgo
Dedicata al patrono del paese, la Chiesa di San Niccolò fa compagnia alla Rocca con il suo profilo scenografico. Fondata nel XII secolo e in parte rimaneggiata nel Seicento, assume l’aspetto attuale grazie a un restauro novecentesco in stile neoromanico. Gli interni custodiscono opere di scuola senese e testimonianze di pregio legate alla storia artistica locale. Poco distante sorge anche la Chiesa di San Leonardo, collocata nel terziere del Codaccio, uno dei nuclei romanici più interessanti del centro storico. Anch’essa risalente al XII secolo, presenta interventi del Cinquecento e custodisce la Decollazione di San Giovanni Battista attribuita a Francesco Vanni, dipinto intenso e teatrale, scandito da contrasti luminosi che anticipano il linguaggio del barocco senese. Superata la Porta Talassese si incontra poi la Chiesa di Sant’Andrea, documentata dal 1188 e più volte restaurata nel corso dei secoli. Qui si conservano un affresco cinquecentesco con Madonna in trono e un crocifisso seicentesco in cartapesta, testimonianza rara dell’arte sacra amiatina.
Il Santuario della Madonna delle Grazie
Tra i luoghi devozionali più sentiti dell’intero territorio dell’Amiata c’è sicuramente il Santuario della Madonna delle Grazie, nato dopo la peste del 1348. L’edificio custodisce opere di pregio, tra cui una Vergine in gloria attribuita a Ventura Salimbeni e una Madonna quattrocentesca proveniente da ambienti civili. Completa il complesso una fontana in trachite di epoca medicea, ulteriore traccia del dialogo tra potere, fede e gestione delle risorse nel territorio amiatino.
Nei dintorni di Arcidosso
Chi ama i luoghi della spiritualità non potrà che salire fino al Monte Labbro, punto panoramico di grande fascino inserito nella Riserva naturale omonima. Qui si conservano i resti della Torre Giurisdavidica, testimonianza dell’esperienza religiosa fondata da David Lazzaretti nell’Ottocento. All’interno della Riserva si trova il Parco Faunistico del Monte Amiata, meta ideale per famiglie e appassionati di natura: camminando fra boschi e radure è possibile avvistare cervi, daini, caprioli e mufloni nel loro habitat. Sulle pendici del monte, dagli anni Ottanta, si trova inoltre Merigar West, tempio e centro della comunità tibetana locale, oggi importante riferimento europeo del buddhismo tibetano.

