Se state cercando la meta perfetta in cui organizzare il weekend di San Valentino, ecco che viaggiando verso le Marche si arriva in un luogo che è un vero borgo dell’amore e che ha visto consumarsi una delle storie più struggenti tra due innamorati sfortunati. Un borgo marchigiano assolutamente strepitoso e che vale la pena scoprire, magari proprio in occasione della festa degli innamorati.
Un luogo sito in una delle regioni più belle del nostro Paese, ricchissimo di storia e di bellezza, di leggende e di meraviglie da scoprire una a una. E la storia che vi stiamo per raccontare fa parte di queste.
Il borgo dell’amore è una vera perla marchigiana
Un borgo dell’amore per eccellenza, che è sito a pochi passi dalla Riviera e che merita di essere vissuto a 360°, entrando con un balzo nel suo passato, ammirando le sue architetture e lasciandosi travolgere dalle sue tradizioni. Per vivere un viaggio romantico in questo borgo marchigiano che è un vero e autentico capolavoro.
Questo borgo inserito tra i borghi più belli d’Italia e che vanta anche il titolo di Bandiera Arancione dato dal Touring Club. Ma anche un luogo che, per via delle sue architetture e le sue atmosfere che riportano indietro nel tempo, è noto per essere la “Capitale del Medioevo”. Parliamo della bellissima Gradara, un borgo dell’amore per eccellenza perché qui, in questo stupenda località marchigiana, si è consumata la struggente storia di Paolo e Francesca.
La storia di Paolo e Francesca
Due personaggi realmente esistiti, Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, e che sono entrati nella leggenda e nell’immaginario collettivo di ognuno di noi. Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia. Nel 1275 il padre decise di promettere la mano della figlia a Giovanni Malatesta (detto Gianciotto Johannes Zoctus o Giovanni zoppo) che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, nemici del Signore di Ravenna.
Per obbligare la figlia al matrimonio, venne architettato un inganno a sua insaputa. Mandarono a Ravenna Paolo il Bello, fratello di Gianciotto, un giovane di bell’aspetto e di cui la giovane si innamorò realmente, accettando di sposarlo. Quello che non sapeva, però, è che Paolo la sposava “artificiosamente” per procura, ovvero a nome e per conto del fratello Gianciotto. Fu solo dopo la prima notte di nozze che Francesca scoprì l’inganno, rassegnandosi alla sua triste realtà, tanto da avere una figlia chiamata Concordia proprio dal marito Gianciotto.
L’amato e giovane Paolo, però, era solito fare visita al castello intrattenendosi con Francesca, e fu proprio durante uno dei loro incontri che vennero sorpresi da Gianciotto in un tenero bacio. Cosa che portò l’uomo a vendicarsi, uccidendo entrambi.
Cosa vedere a Gradara, il borgo dell’amore
Una storia struggente e che aleggia negli ambienti del bellissimo castello di Gradara. Una fortezza che ha reso celebre questo borgo delle Marche è che è una tappa obbligatoria per chiunque desideri visitarlo. Un simbolo di questo luogo che si è visto contendere da diverse famiglie nel corso del tempo, i Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere. Ma che è entrato davvero nella memoria di chiunque proprio per la storia che lo lega alle figure di Paolo e Francesca.
Un borgo autentico e bellissimo, che vanta delle architetture di eccezionale valore come la doppia cinta muraria che circonda il borgo stesso e che lo custodisce nel tempo come fosse un vero tesoro. Un susseguirsi di torrioni e torricini quadrati e merlati, che vale la pena vedere con i propri occhi e percorrere in una bella passeggiata.
Un borgo dell’amore da scoprire un passo alla volta, entrando nel cuore del posto e della storia dei due innamorati sfortunati. Per esempio percorrendo la Passeggiata degli Innamorati, che si sviluppa intorno al castello. O ancora entrando nel bosco di Paolo e Francesca, da cui poter ammirare tutto il paesaggio circostante e la tipica vegetazione mediterranea che caratterizza questa zona.
Un borgo marchigiano da scoprire e in cui organizzare una gita fuori porta all’insegna della cultura, della bellezza e dell’amore. Soffermandosi in una delle sue taverne e locande e assaporando le specialità del posto, legate alla tradizione del luogo ma anche a quelle della regione in cui è sito.

