Dimenticate le destinazioni affollate e i percorsi già visti! Esiste un angolo di paradiso in cui la natura sembra essersi divertita a usare una tavolozza, dando vita a un borgo dove l’acqua si tinge di sfumature color smeraldo. Nascosta tra le pieghe più autentiche dell’Umbria, questa piccola perla di pietra si affaccia su un fiume dai riflessi sorprendenti. C’è un angolo della regione che sembra uscito da una fiaba — o, a tratti, da una cartolina caraibica — e che invece si trova nel cuore verde della provincia di Terni. È Stifone, frazione di Narni conosciuta come il “borgo dei ruscelli”, dove il fiume Nera regala giochi di colore che spaziano dal turchese intenso al verde smeraldo. Un luogo sospeso nel tempo, in cui la storia romana si intreccia con l’archeologia industriale e con la natura selvaggia delle Gole del Nera. In questa guida aggiornata esploreremo le Mole di Narni, scopriremo come accedere alle aree balneabili regolamentate, una delle novità più importanti di quest’anno, e ripercorreremo il tracciato della ex ferrovia, oggi trasformata in una delle piste ciclabili più suggestive d’Italia. Preparatevi a scoprire il segreto delle acque blu di Stifone.
Stifone di Narni: il Borgo Blu dove l’acqua è magia
Immaginate un piccolo nucleo di case in pietra arroccate sulla roccia e sospese sopra un fiume che sembra finto. Stifone, frazione del comune di Narni, è esattamente questo: un antico insediamento in cui l’acqua è la protagonista indiscussa. Qui il fiume Nera scorre lento e profondo, alimentato da potenti sorgenti sotterranee, come la Sorgente della Morìca, che riversano migliaia di litri d’acqua al secondo. Ma cosa rende l’acqua di Stifone così incredibilmente azzurra? Beh, il segreto risiede nel perfetto equilibrio tra chimica e fisica: sì perché l’elevata concentrazione di minerali contenuti in quest’acqua, in particolare sali di magnesio, unita alla profondità del letto fluviale e alla vegetazione circostante, filtra la luce solare restituendo quelle tonalità smeraldo-turchese che hanno reso il borgo celebre ovunque…sui social e tra i viaggiatori. Quindi nelle foto che vedete in questo articolo non c’è nessun filtro: solo la potenza della natura incontaminata delle Gole del Nera.
Le Gole del Nera e la ex ferrovia; un paradiso per gli amanti del trekking e della bici
Visitare Stifone significa entrare nel cuore del Parco delle Gole del Nera, un’area naturalistica di straordinaria bellezza. Fino a pochi anni fa, questi luoghi erano difficilmente accessibili, ma oggi rappresentano un vero paradiso per il turismo lento grazie al recupero della ex ferrovia dismessa Orte–Roma. Il vecchio tracciato ferroviario è stato infatti trasformato in un percorso ciclopedonale pianeggiante, adatto a tutti, famiglie comprese, che costeggia il fiume e regala panorami a dir poco mozzafiato. Tra gallerie, ponti e tratti immersi nel verde, il cammino diventa un’esperienza sensoriale da vivere passo dopo passo, o pedalata dopo pedalata!
Le Mole di Narni e la balneazione
Uno dei luoghi più ricercati dell’area è senza dubbio quello de Le Mole di Narni, una suggestiva piscina naturale situata nei pressi della centrale idroelettrica, a breve distanza dal borgo di Stifone. Qui l’acqua forma una laguna turchese capace di lasciare senza fiato chiunque la osservi. Tuttavia, è importante fare chiarezza sulla balneabilità e sulle nuove regole di accesso, recentemente introdotte per garantire la sicurezza dei visitatori e la tutela dell’ambiente. Il Comune di Narni ha infatti stabilito modalità di ingresso controllate, con l’obiettivo di preservare questo delicato ecosistema e permettere a tutti di godere del luogo in modo responsabile.
Cosa vedere a Stifone questo Inverno 2026
Oltre al colore ipnotico dell’acqua, Stifone custodisce un patrimonio storico e culturale sorprendente, che racconta secoli di vita legata indissolubilmente al fiume Nera. Passeggiando tra le sue poche ma suggestive vie, si ha la sensazione di trovarsi in un luogo sospeso, dove ogni dettaglio parla di acqua, lavoro e spiritualità. Il borgo va esplorato lentamente, osservando i ruscelli che scorrono accanto alle case, i lavatoi alimentati da sorgenti naturali e le strutture industriali dismesse che oggi convivono armoniosamente con la natura. È proprio questa stratificazione, romana, medievale e moderna, a rendere Stifone una meta così affascinante e diversa da qualsiasi altro borgo umbro.
L’Eremo di Santa Betha e le sorgenti
Per chi ama esplorare i luoghi più nascosti dell’Umbria, vale la pena andare alla ricerca dei resti dell’Eremo di Santa Betha — o Santa Bernarda — un antico luogo di culto immerso nella vegetazione. A rendere il tutto ancora più suggestivo sono le numerose sorgenti che sgorgano direttamente dalle rocce e dalle abitazioni del paese, alimentando lavatoi storici dall’acqua cristallina e contribuendo a creare quell’atmosfera fiabesca che rende Stifone un luogo davvero unico.
Pochi sanno che Stifone era, in epoca romana, il porto fluviale di Narni. Il fiume Nera, un tempo più profondo e navigabile, consentiva alle imbarcazioni di raggiungere il Tevere e quindi Roma. Lungo il percorso delle Gole è possibile individuare i resti dell’antico cantiere navale romano: strutture in pietra scavate nella roccia, utilizzate per la costruzione e la manutenzione delle navi. Un dettaglio archeologico che aggiunge mistero e fascino alla visita.
I mulini e l’energia idroelettrica
Stifone è anche il borgo dell’energia. Fin dal Medioevo, la forza dell’acqua veniva sfruttata per azionare i mulini, come la storica Mola Alberti. Successivamente, nel 1892, venne realizzata una delle prime centrali idroelettriche d’Italia, destinata a illuminare la città di Narni. Passeggiando tra le vie del borgo si possono ancora ammirare turbine e ingranaggi esposti come veri e propri monumenti a cielo aperto, testimonianza di un passato operoso e innovativo.

