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In Sicilia si trova uno dei Borghi normanni più belli d’Italia, un gioiello tutto da scoprire…

In Sicilia si trova uno dei Borghi normanni più belli d’Italia, un gioiello tutto da scoprire…
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Alla scoperta di un borgo siculo che ti sorprenderà!


Ci sono luoghi che ai viaggiatori raccontano altro, sussurrando storie lontane dai percorsi più battuti e dai ritmi frenetici dei tour organizzati. Sono posti in cui si assapora la storia con lentezza, si respira la tradizione autentica, si impara il rispetto per il tempo che scorre e per una sostenibilità che qui non è una moda ma uno stile di vita radicato. È il caso di questo incantevole borgo siculo, capace di regalare esperienze emozionali intense e di accendere visioni romantiche che il viaggiatore porterà con sé come ricordo di una Sicilia diversa. Una Sicilia lontana dalle coste scintillanti e dall’immagine più nota dell’isola che siamo abituati a conoscere e visitare, ma non per questo meno affascinante o peculiare: un’altra isola nell’isola, tutta da scoprire. Curiosi di sapere di quale località stiamo parlando? Continuate a leggere l’articolo…

Alla scoperta di un borgo siculo che ti sorprenderà

Arroccata sulla cima del suo monte, dirimpettaia della più nota Enna, della quale gode forse la vista migliore, Calascibetta appare come il sublimato della cittadina siciliana dell’entroterra, sospesa tra cielo e pietra. Le sue costruzioni, colorate dell’ocra intensa della splendida pietra xibetana, si stagliano compatte e armoniose, dominate dalla mole della Cattedrale, chiesa medievale di fasto regio di cui parleremo più avanti. Passeggiando tra le sue strade si percepisce un’identità forte, stratificata nei secoli. La città, perché nonostante le dimensioni raccolte di città si tratta, affonda infatti le sue origini nella preistoria e vanta reperti archeologici di notevole importanza, testimonianza di un passato antico e sorprendente.

Cosa vedere a Calascibetta questo Inverno

Oggi il suo centro storico si presenta quasi integro, con edifici che raccontano la ricchezza delle sue genti, un tempo dedite principalmente all’agricoltura e all’allevamento. Nota caratteristica è l’uso della calcarenite ocra, che compone mura e si trasforma in archi, stipiti, cornicioni e ardite balconate, testimoni di una sapiente arte dell’intaglio sulla viva pietra che qui raggiunge esiti di grande raffinatezza. Salendo per il centro si incontra la chiesa di Sant’Antonio, da cui parte la lunga e tortuosa via principale che, spezzata dalla moderna piazza dove sorgono la torre civica, la chiesa di Maria SS. del Carmelo e le scuole, continua fino a giungere alla spianata sommitale.

Lungo il corso si aprono le antiche carceri, scavate direttamente nella roccia, la chiesa e il convento di San Domenico e, più in alto, il grande palazzo “dei Principi”, oggi abitazione privata ma ancora carico di memoria storica. In cima si trova l’area del castello, poi occupata dalla chiesa di San Pietro, santo patrono, con la torre superstite della fortificazione normanna a vegliare sul paese. Il Duomo, costruito a partire dal 1340, fu destinato per privilegio reale a essere “Cappella Palatina”: l’impianto è a tre navate, suddivise da colonne, con transetto e absidi a pianta curva.

Numerose le opere d’arte conservate al suo interno, tra cui dipinti di Francesco Sozzi e di Ludovico Svirech. Attraverso alcune lastre trasparenti sul pavimento della grande chiesa sono visibili porzioni dell’area fortificata medievale rinvenute durante gli scavi, dettaglio che rende la visita ancora più suggestiva. Passeggiare per il centro storico consente di scoprire scorci inusuali, palazzetti di notabili e sculture cinquecentesche e seicentesche, talvolta lasciate a fare da stipite a semplici abitazioni private. Bella anche la piazza del convento dei Cappuccini, alla fine della via Giudea, antico quartiere ebraico, con la grande croce devozionale e la facciata della chiesa e del convento. All’interno si conserva una tela raffigurante l’Epifania realizzata dal toscano Filippo Paladini, ulteriore tassello di un patrimonio artistico sorprendente.

Le grotte, ovvero le Antiche Carceri, di Calascibetta

Nella via Carcere si trovano inoltre antiche grotte scavate nella roccia, probabilmente di origine bizantina, ambienti rupestri che raccontano una storia di adattamento e ingegno. Le cosiddette Antiche Carceri rappresentano uno dei luoghi più affascinanti del borgo, dove la pietra diventa architettura e memoria. Ma questa è solo un’anteprima di ciò che attende poco distante dal paese: un intero villaggio costruito nella roccia, il villaggio bizantino di Villaggio Bizantino di Canalotto. Un luogo sospeso nel tempo, che amplia ulteriormente la sensazione di trovarsi in un’altra Sicilia, più intima e sorprendente, capace di lasciare un segno profondo in chi la visita.