Settembre non è affatto un mese di pausa per chi coltiva un orto domestico. Il caldo più intenso diminuisce, il terreno conserva ancora una buona parte del calore accumulato durante l’estate e molte colture trovano condizioni favorevoli per partire. È il momento giusto per programmare la stagione fredda, ma con una differenza rispetto alla primavera: non conta soltanto il calendario. La vera variabile è il clima della zona, insieme alla data indicativa delle prime gelate.
Le possibilità sono numerose. Ravanelli, rucola, spinaci, valeriana e insalate invernali sono tra le colture più interessanti per ottenere raccolti relativamente rapidi. Per alcune varietà si può invece puntare su carote, bietole e altre radici, mentre per i cavoli conviene spesso partire da piantine già sviluppate. La Royal Horticultural Society conferma settembre come periodo adatto alla semina di spinaci, lattughe invernali, rucola e altre insalate destinate a superare la stagione fredda.
Nelle zone dal clima mite settembre permette di seminare ancora molto

Chi vive nelle zone costiere e negli areali con inverni miti ha una finestra più ampia. Nelle prime settimane di settembre si possono seminare direttamente nell’orto ravanelli, rucola, valeriana e alcune varietà di spinaci e insalate. La semina scalare è particolarmente utile per le colture veloci: invece di occupare tutto lo spazio in una sola volta, si possono effettuare piccole semine successive per distribuire il raccolto.
Gli spinaci sono una delle scelte più interessanti perché le varietà adatte all’autunno possono essere seminate tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno e raccolte durante la stagione fredda. La RHS suggerisce proprio di scegliere varietà resistenti per la coltivazione autunnale e la raccolta autunnale o primaverile.
Anche la barbabietola può essere interessante dove l’autunno rimane mite, ma le tempistiche dipendono dalla varietà e dalla temperatura del terreno. Alcune colture considerate rapide possono arrivare alla raccolta in poche settimane: la RHS indica, per esempio, circa 40-60 giorni per la barbabietola in condizioni favorevoli.
Al Nord e nelle zone fredde bisogna anticipare: meglio puntare sulle colture resistenti

Quando le temperature scendono rapidamente, la strategia cambia. In pianura padana, collina e aree montane settembre rappresenta soprattutto una corsa contro il freddo: le colture devono avere il tempo necessario per sviluppare un buon apparato radicale prima delle gelate.
Qui conviene privilegiare spinaci, valeriana, bietole, rucola e lattughe invernali, scegliendo sementi specificamente indicate per la stagione fredda. Anche l’aglio può essere programmato per i mesi successivi, mentre per i cavoli è spesso più conveniente mettere a dimora piantine già formate anziché partire dal seme.
Il sistema di protezione diventa importante nelle zone più fredde. Un tessuto non tessuto, una piccola serra o una protezione a tunnel possono aiutare a limitare gli effetti delle gelate leggere. La pacciamatura, inoltre, contribuisce a ridurre gli sbalzi di temperatura e a mantenere più stabile l’umidità del terreno.
Per ottenere raccolti distribuiti, il principio più semplice resta quello della semina scalare. Ravanelli e alcune insalate possono essere seminati a piccoli intervalli, mentre le colture più lente richiedono maggiore programmazione. La RHS sottolinea proprio l’utilità delle semine ripetute per mantenere una disponibilità costante di ortaggi senza ritrovarsi con un raccolto tutto insieme.

