Al Bar Meraviglia con San Pellegrino, dove l’aperitivo diventa arte

Una mattina alla scoperta di Identità Golose e ad assaporare le bibite Sanbittèr mixate ad altri gusti forti per l'arte dell'aperitivo. Il tutto nella cornice perfetta, il Bar Meraviglia: un'oasi di profumi, colori e sapori tutto da vivere.

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    Al Bar Meraviglia con San Pellegrino, dove l’aperitivo diventa arte

    Riapre le porte il Bar Meraviglia, dopo il primo temporary store in corso Como a Milano nel 2017, ritroviamo questo angolo di Mediterraneo tra gli affollati stand di Identità Golose, il Congresso Internazionale di Cucina, durante l’edizione di marzo 2018. E a ricreare un’atmosfera di relax e anche un po’ vintage di questo luogo ci pensano le bibite San Pellegrino, sapientemente mescolate da mani di bartender esperti per la creazione di gustosi cocktail in linea con la tradizione italiana.

    cocktail san pellegrino

    Curiosa di scoprire l’aperitivo come forma d’arte, partecipo alla Masterclass “L’arte dell’aperitivo” realizzata proprio da San Pellegrino insieme a Enrico Scarzella, bartender del Bizarre di Bologna, cocktail boutique del capoluogo emiliano dove, tra l’altro, questa è una tradizione di cui non si può fare a meno. E senza neanche aver ancora digerito bene il caffè passo direttamente ad assaporare i gusti forti e a testare il mix di sapori che danno vita a tre cocktail davvero rinfrescanti per il palato.

    Chinò è il primo tra questi: la bibita protagonista non può che essere il chinotto San Pellegrino, esaltato dalla scorza di arancia spremuta direttamente sul bicchiere e dal whisky, seguito da Tonica, a base di acqua tonica appunto, scorza di limone, rosmarino e Gin. A chiusura proviamo anche GingerMore, un cocktail che mixa il gusto forte della vodka alla limonata e zenzero.

    Durante la sessione organizzata dall’azienda lombarda imparo quanto sia semplice coniugare in un perfetto mix quelli che sono i sapori inconfondibili delle bibite Sanbittèr alle nuove tendenze del bere. E proprio parlando con Ernico, bartender di origine venete, scopro perchè utilizza le bevande San Pellegrino nei suoi cocktail “sono veramente naturali, con 20% di succo di frutta”, punto di forza per il Bizarre, nuovo tempio del bere bene sotto le due torri, dove si possono provare anche tre cocktail alla spina “in cui i prodotti San Pellegrino ci stanno veramente bene”. L’attenzione alla qualità del prodotto che si impiega è fondamentale, “l’apertura del palato è totalmente differente da quella che avevamo noi. Adesso i ragazzi bevono il Negroni, il Manhattan e hanno una visione totalmente diversa, non vengono a caso ma perchè si beve in un determinato modo.”

    In pratica quella del bartender diventa una sorta di mission e l’obiettivo finale è quello di insegnare qualcosa, educando il consumatore sulla ricerca e sulla qualità del prodotto utilizzato per realizzare quel drink. Anche sulle nuove tendenze del bere delle donne Enrico Scarzella mi illumina e sottolinea che “il mondo femminile si sta aprendo al cocktail, le donne ci stanno regalando parecchie emozioni”. E chi sono io per contraddirlo? A questo punto non mi resta che provare a replicare a casa quello che ho imparato ‘sul campo’ grazie a San Pellegrino e all’arte dell’aperitivo! Guarda qui tutta l’intervista fatta al bravissimo bartender di Ficarolo.

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