Gioielli: Pietre dure, i nomi e le proprietà delle più esclusive e preziose [FOTO]

Cosa sono le pietre dure e quali vengono usate più spesso in gioielleria: le caratteristiche delle pietre semi preziose che hanno affascinato fin dai tempi antichi

Pubblicato da Lorena Cacace Martedì 10 dicembre 2013

Per la creazione dei gioielli esistono molte tipologie di pietre preziose e semi preziose, tra cui le pietre dure. La classificazione internazionale usa il termine “preziose” solo per quattro pietre: il diamante, il rubino, lo zaffiro e lo smeraldo. Nella categoria delle pietre semi preziose si contano così sia le pietre fini che quelle dure. Come indica la parola, queste ultime si distinguono per la resistenza, l’opacità e la durevolezza: pur non essendo minerali rari, da sempre vengono usate in gioielleria per la loro bellezza e i colori che assumono in natura. Andiamo a vedere quali sono le più importanti e usate e le loro proprietà.

Escluse le pietre preziose che, come abbiamo visto, sono solo quattro, le altre pietre semi preziose possono essere fini e dure. Delle prime abbiamo già parlato: ora vediamo quali sono le pietre dure più usate in gioielleria e perché.

Tra queste troviamo il topazio, un silicato che si presenta in natura con facce prismatiche striate in verticale e dai diversi colori. Le gradazioni partono dal giallastro al giallo, passando per il giallo bruno, l’azzurro, il rosa e il rosa violetto, il bruno, l’arancio-bruno, il verde, il rosso, il viola pallido, e l’arancio rosato, detto anche topazio imperiale, ma può presentarsi anche incolore. Tra le pietre più note e apprezzate fin dall’antichità, prende il nome da un’isola del Mar Ross, Topaz: al mondo esistono topazi molto grandi, tra cui uno di 300 kg esposto a New York, mentre la collezione più preziosa è racchiusa nel tesoro di Dresda.

Altra pietra dura molto apprezzata è l’opale, che ha diverse sotto categorie a seconda del luogo di estrazione e delle colorazioni che assumono. Il termine stesso deriva dalla parola usata dalla tribù nativoamericana degli Upala per le pietre preziose. Di varie tonalità, il più prezioso è l’opale nero: sulla pietra le iridescenze si stagliano su un fondo scuro, in grigio, blu, viola o verde ed è molto ricercata per creare gioielli carichi di fascino e mistero.

La giada è forse la pietra dura più nota. Fin dai tempi più antichi è stata usata per realizzare gioielli e oggetti sacri e rituali. Il nome con cui oggi la conosciamo deriva dall’antico spagnolo pedra de ijada, pietra dei fianchi, per il suo potere curativo sui lombi e i reni. Antichi manufatti in giada, risalenti a circa 7.000 anni fa, come oggetti rituali o armi, sono stati ritrovati in America Centrale e in Cina. Ancora oggi la giada, pietra portafortuna, è una delle più usate nel grande paese dell’Asia.

La lista delle pietre dure è molto lunga: segnaliamo anche i lapislazzuli, il calcedonio, l’ametista, l’ambra, l’agata e il turchese tra le pietre più usate e apprezzate anche nel mondo della gioielleria.

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