È l’anima più antica di Ragusa, la parte bassa, o “Iusu” in dialetto, che ha resistito al terribile terremoto del 1693, a seguito del quale fu fondato il quartiere moderno, di Ragusa superiore. Si raggiunge attraverso una ripida e lunga scalinata di oltre 300 gradini: man mano che si scende, gradino dopo gradino vi immergerete tra le case barocche, i palazzi decorati e le numerose chiese le cui cupole svettano oltre i tetti. Una “dama barocca”, che tanti di noi hanno imparato a conoscere nella ricostruzione televisiva de Il Commissario Montalbano, dall’opera di Camilleri – a 100 anni dalla sua nascita, quest’anno. Un angolo di Sicilia autentica, un concentrato di arte e storia e panorami meravigliosi, dai colori unici illuminati dal sole vibrante e luminoso, praticamente tutto l’anno.
La dama barocca che si apre come un fiore di pietra sull’altopiano ibleo
Ben 18 sono i monumenti che si annoverano in questo borgo antico, cuore e Patrimonio dell’Umanità: dal giardino Ibleo all’antico portale di San Giorgio, dalle affascinanti chiese sparse tra le strade tortuose alla centrale piazza del Duomo, fino agli scorci magnifici dal giardino Ibleo che si aprono sulle vallate che delimitano il borgo: camminerete attraverso il mistero scolpito nella pietra calcarea, per respirare la magia più autentica della Sicilia. Ecco un itinerario affascinante tra le strade, i vicoli e i monumenti concentrati in questo gioiello barocco che testimonia rinascita, resilienza e bellezza unica.
Ragusa Ibla, un’opera d’arte continua
A “Ibla” – comune a sé stante fino agli inizi del Novecento – si arriva percorrendo 340 gradini in discesa, che svelano uno dopo l’altro, la magnificenza di una cittadina che sembra essere stata scolpita direttamente nella roccia. Girare per il quartiere antico richiede tempo e predisposizione allo stupore. Troverete il contrasto tra vicoli stretti e spesso ciechi su cui si ergono maestosi palazzi antichi e riccamente decorati. Stili diversi, barocco e tardo barocco che ne determinano e fissano l’identità nei secoli, si impiantano su una struttura medievale, intima e raccolta, in un dedalo di segreti e tesori.
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Il Duomo, la piazza e le strutture nobiliari
Il centro è la Piazza del Duomo, dove una scalinata di ferro battuto cinge le mura della chiesa di San Giorgio, il cavaliere che sconfisse il Drago, patrono della città il cui culto risale alla dominazione normanna. La chiesa madre originale, risalente al 400 si trovava dove oggi sorge il Giardino Ibleo, di cui oggi rimane solo l’antico e suggestivo portale. Fu ricostruito qui nel 700, dopo il terremoto che distrusse la città, attorno all’abitato che lentamente stava risorgendo e ricostruendosi.
È una testimonianza importante del tardo barocco della Val di Noto, un edificio imponente e maestoso, dove il gioco prospettico consente alla facciata di emergere assieme all’enorme cupola, di stile neoclassico e dalla caratteristica aura azzurrina che svetta su tutti i tetti del quartiere. Incredibile la vista dall’alto, che si perde dal colpo d’occhio del borgo, fino alle vallate e al mare.
Prima di entrare in Piazza Duomo soffermatevi ad ammirare il celebre Circolo di conversazione, dove si respira ancora l’aura sofisticata ed esclusiva di un luogo di ritrovo voluto e frequentato dai nobili di Ragusa. Uno stile neoclassico con bassorilievi e sculture, festoni floreali e figure umane sono la cornice esterna di una struttura che all’interno ci porta direttamente in un’ambientazione gattopardesca.
Le facciate decorate dei palazzi antichi e il giardino Ibleo
Sulla piazza si affacciano favolosi palazzi come Palazzo Arezzo di Sanfilippo e il Palazzo Arezzo Veninata, arricchiti di decorazioni floreali in stile Liberty. Tra le vie acciottolate del centro, numerosi sono i palazzi nobiliari, straordinari esempi di barocco con decorazioni stravaganti e imponenti come i mascheroni, figure allegoriche che sorreggono le mensole, come Palazzo Cosentini e Palazzo Bertini. Arrivando alla parte orientale, non mancate di sostare nel grande Giardino Ibleo, un’oasi di respiro anche nelle giornate più calde, ricca di vegetazione autoctona ma anche palme e cedri del Libano, su cui si affacciano ben tre chiese, dove troviamo l’antico e suggestivo portale di San Giorgio e gli scavi archeologici dell’antica Hybla Heraia, luogo sacro dell’antichità. È il giardino più antico e vasto di Ragusa, delimitato da un’elegante balconata che si affaccia su un bellissimo panorama sulla valle dell’Irminio.
Su piazza della Repubblica, nota anche come l’Archi per l’antico acquedotto che passava da lì, si affaccia la chiesa delle Anime Sante del Purgatorio. In cima ad una scalinata, domina il quartiere dalla metà del Seicento. Al suo fianco si erge il campanile costruito nel XVIII secolo sui resti delle mura del castello bizantino di Ragusa. Nascosta tra gli stretti vicoli arriverete poi all’antichissima Chiesa della Madonna dell’Itria, dall’elegante cupola azzurra sul campanile decorato con maioliche di ceramica di Caltagirone.
Sulle tracce di Montalbano, tra le bellezze del borgo e i luoghi circostanti
Appena arrivati a Ragusa Ibla vi verranno in mente – sia che ne siate fan che l’abbiate solo intravisto alcune volte – le immagini della serie de Il commissario Montalbano: episodio dopo episodio, è tra queste strade e questi palazzi che spesso ha risolto i tanti misteri nati dalla geniale penna di Andrea Camilleri e reso icona del piccolo schermo dall’eccezionale interpretazione di Luca Zingaretti. Scenografie e personaggi sono calati dentro questo quartiere, facendone rivivere l’atmosfera e sposandosi pienamente con il mistero che evoca la stessa struttura del borgo di Ibla. Ma nelle immagini non appare solo il borgo: potrete apprezzare anche il paesaggio e le località attorno, come le suggestive Latomie di Cava Gonfalone, nascoste in uno stretto canyon: le grandi cave di pietra usate per costruire la città sono oggi un esempio di archeologia industriale, trasformate in un parco di pietra con un teatro scavato nella roccia.
Mentre riconoscerete la Cattedrale di San Giovanni e la sua imponente facciata, il Ponte Vecchio e la Piazza del Popolo con il suo Palazzo delle Poste (nel celebre episodio “La forma dell’acqua“), non mancano di essere immortalati anche i dintorni di Ibla e Ragusa, come il lungomare Mediterraneo di Marina di Ragusa, il suggestivo Castello di Donnafugata, la Grotta delle Trabacche, una caverna nascosta nella campagna ragusana, le ville e le masserie sparse nelle vallate, come l’antichissimo Eremo della Giubiliana, centro del feudo medievale, o Villa Criscione, un insediamento fortificato che fu parte del sistema difensivo fatto da casali e masserie nell’altopiano ibleo.