Ottime notizie per gli amanti delle terre più autentiche, “selvagge” e meno urbanizzate del nostro Paese, l’Isola di Montecristo è finalmente riaperta al pubblico e vale la pena organizzarsi subito per poterla vedere dal vivo.
Una terra selvaggia e bellissima, l’isola più solitaria della Toscana e che un tempo fu popolata, o per lo meno ci provarono, le popolazioni etrusche. Una destinazione che fa parte dell’arcipelago Toscano e che ha una superficie di 10,4 chilometri quadrati e un perimetro costiero di 16 chilometri. Una vera bellezza, un capolavoro naturale e un luogo solitario, abitato unicamente dalla famiglia del custode dell’isola e dagli agenti del Corpo Forestale che ne salvaguardano la natura selvaggia, sia di terra che di mare.
Un luogo da sogno da vedere il prima possibile
Un autentico gioiello, dall’atmosfera unica, che ricorda le isole del tesoro di cui si è letto da bambini e che, almeno una volta nella vita, varrebbe la pena di visitare. Un luogo che, proprio per le sue caratteristiche, è stato una fonte di ispirazione per uno scrittore come il francese Alexandre Dumas, che proprio sull’Isola di Montecristo ambientò alcuni passaggi di un suo celebre romanzo, la terra in cui il suo protagonista trovò un tesoro che gli servì per mettere in atto una vendetta.
Parliamo del famoso romanzo il Conte di Montecristo, appunto, che prende nome da questa isola da sogno e che non dovreste perdervi per nulla al mondo.
Come prenotare la propria visita sull’Isola di Montecristo
Ma come e quando è possibile visitarla? A partire da lunedì 9 febbraio 2026, sono state aperte le prenotazioni online sul sito ufficiale del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Delle visite guidate, in ben 23 date disponibili, che partiranno da sabato 21 marzo a domenica 20 settembre 2026 e che potranno contare un massimo di75 partecipanti alla volta, per un totale di 1.725 persone fortunate che potranno vedere l’Isola di Montecristo in questa esperienza davvero esclusiva.
Un luogo incontaminato e che ha tanti da raccontare. Un’isola la cui storia inizia dalla fondazione di una importante Abbazia per opera dei seguaci di san Mamiliano, che soggiornò qui come eremita durante il V secolo.
Durante la metà del XVI secolo, poi, furono i saraceni a espugnare il Monastero, decretandone la fine. In seguito, dopo l’Unità d’Italia nel 1878, venne istituita in loco una colonia penale e nel 1899 quest’isola toscana diventò una riserva di caccia esclusiva di Vittorio Emanuele III, rimanendo tale fino al 1971, quando venne dichiarata Riserva Naturale.
Cosa vedere sull’isola più autentica del Mediterraneo
Un’isola che, nonostante abbia delle severe regole per essere visitata e sia a numero chiuso, vale davvero la pena vedere, o provare a farlo. Il motivo? Le bellezze uniche dell’Isola di Montecristo, come la bellissima grotta di San Mamiliano, un luogo sacro legato alla figura del santo, Vescovo di Palermo che, secondo tradizione, sarebbe approdato su quest’isola per fuggire dai Vandali insieme ad altri monaci. Un luogo che testimonia la vocazione monastica di quest’isola toscana e che merita di essere scoperta.
Avventurandosi verso le pendici del Monte della Fortezza, ecco che ci si trova davanti ai resti di un fortilizio che venne fatto costruire alla fine del XIV secolo dagli Appiani alla fine del XIV secolo, e alla Grotta che si è sempre identificata come la dimora del santo eremita. Ma non solo, secondo la leggenda, infatti, qui il Santo avrebbe ucciso un drago, simbolo del paganesimo, facendosi scudo con una croce.
Durante la vostra visita, a Ovest dell’Isola di Montecristo, potrete anche vedere un’altra meraviglia, lo Scoglio d’Africa o Formica di Montecristo. Un piccolo isolotto che è sito situato nelle acque tra il Tirreno e il Canale di Corsica. Uno scoglio che fa parte della dorsale marina che, nei suoi affioramenti più a nord, ha dato vita anche all’Isola di Pianosa e l’Isola di Capraia. Altre due bellezze del Mar Mediterraneo che meritano di essere scoperte durante il vostro prossimo viaggio in Toscana alla scoperta dell’Isola di Montecristo.

