Grappa, il distillato dal sapore unico e di qualità

Una storia che affonda le sue radici nella storia per riaffiorare ai giorni nostri. Ecco come riconoscere le grappe più pregiate da degustare

Pubblicato da Redazione MyLuxury Mercoledì 18 dicembre 2019

Grappa
Foto Shutterstock | Doctor_J

Ogni italiano che si rispetti, per il suo post pranzo, sceglie della buona grappa per concedersi un attimo di pausa. Sono anni, ormai, che la grappa non manca mai, affermandosi come uno dei liquori immancabili presso le famiglie italiane.

Sono tanti gli shop online che propongono questo distillato e permettono di acquistarlo in maniera comoda e veloce. Ne è un esempio saporideisassi.it, che propone una selezione di grappa molto interessante e che ben si adatta a gusti ed esigenze differenti.

Ma qual è l’origine di questo distillato? E come si riconosce una bottiglia di ottima qualità? In questo articolo ripercorriamo le origini della grappa tentando di fornire una guida per scegliere quelle pregiate e dagli aromi migliori!

Dove e quando nasce la grappa?

Prodotto tipicamente nostrano, la grappa trae le sue origini dai territori del Friuli-Venezia Giulia. Originariamente, la tecnica della distillazione ai vitigni, per ricavarne acquavite, risale circa al secolo XI grazie al lavoro degli alchimisti.

A Salerno, un apposito istituto elaborò precise tecniche da osservare per distillare correttamente la grappa. Bisogna ricordare però, che durante il periodo medioevale, l’alcool, o meglio il vino, era utilizzati per scopi puramente medici.

Sembra che solamente a partire dal 1700 la grappa si sia consolidata come liquore da poter bere. Bisogna attendere il 1813 per ottenere un avanzamento dei processi di distillazione, grazie ai quali si registrò un aumento della produzione di tale liquore.

In realtà, a partire dalla sua diffusione, la grappa apparve come un distillato poco pregiato e non adatto ai ceti abbienti. Infatti, fu principalmente consumato da contadini del Nord Italia.

Durante il Secondo Dopoguerra, l’Italia che visse un periodo favorevole in termini economici, riuscì ad avanzare anche per ciò che riguardava la produzione della grappa. Bisogna precisare che, inizialmente, il liquore probabilmente constava di un sapore forte, e a tratti sgradevole.

Ma da questo periodo in poi, gli italiani iniziarono ad assaporare realmente la grappa, facendo sì che si prestasse maggiore attenzione ai vitigni dai quali si ricavava. Per tale ragione, il liquore assume un aroma meno pungente, diventando un’istituzione per tutta la nazione.

Da dove deriva?

Per i meno esperti, è bene partire dagli inizi. La grappa si ricava dalle vinacce, cioè le bucce dell’uva dopo che questa è stata utilizzata per produrre del vino.

Di solito, le vinacce possono essere fermentate e, di conseguenza, contengono una certa percentuale alcolica grazie al mosto del vino. Oppure, possono essere non fermentate, quindi bianche. La fermentazione è fondamentale per la realizzazione di distillati come la grappa. Questo processo non fa altro che trasformare, mediante i lieviti, gli zuccheri in alcol! Dopo la fermentazione, segue il processo di distillazione, necessario per separare l’alcool dalle altre sostanze, cioè le vinacce.

Dopo aver ottenuto un distillato, bisogna abbassarne la gradazione alcolica. Infine, non c’è bisogno di aspettare che invecchi per godersi un ottimo bicchiere di grappa tutta italiana!

Classificazione della grappa

La grappa non consta ancora di una precisa classificazione legislativa, ma esistono delle caratteristiche in base alle quali poter riconoscere le migliori qualità. La legge italiana offre solamente un’indicazione, cioè specifica le grappe invecchiate in fusti di legno.

Prima di tutto, bisogna menzionare la grappa giovane, cioè quella che dopo la distillazione viene travasata in appositi recipienti in vetro o acciaio. Non passando per il legno, conserva gli aromi del vitigno. Per tale ragione, si tratta di un distillato dal profumo tenue e con un gusto secco ma fruttato.

Diversamente, c’è la grappa invecchiata (in legno). Si tratta di distillati conservati all’interno di botti di legno per minimo 12 mesi. I tratti aromatici dipendono dal tipo di contenitore in cui ha riposato. A differenza della tipologia menzionata in precedenza, le grappe invecchiate presentano profumi simili alla vaniglia e un aroma di frutta appassita.

La grappa stravecchia, invece, per legge deve restare nei contenitori di legno per un minimo di 18 mesi. Naturalmente, tutto ciò deve essere certificato così che i prodotti possano essere messi in commercio senza alcun problema! Anche in questo caso, il sapore e l’odore variano in base alla caratteristica della botte in cui è stata travasata. Di norma, prevalgono aromi e profumi delicati: dai chiodi di garofano a sentori di miele, è perfetta per coloro che hanno il palato fine.

Infine, esistono diverse tipologie di grappa giovane ma aromatizzata. Solitamente, si utilizzano erbe aromatiche o frutti, così da ottenere distillati aromatici e dai sapori più decisi!

Ciò significa che il termine grappa racchiude in sé mille sfumature di sapori, aromi e tradizioni. Infatti, non si può considerare la provenienza geografica quando si riflette su quale tipologia di questo liquore acquistare. Ogni luogo offre una grappa unica, permettendo ai degustatori di fare un salto nel passato grazie agli aromi tradizionali e differenti che solo un distillato italiano per eccellenza può offrire.

Grappe monovitigno e plurivitigno

Un’ulteriore, ma fondamentale, distinzione da dover fare concerne la differenza dei vitigni da cui viene tratto il liquore. La prima grappa monovitigno risale al 1973 e il termine venne utilizzato da una famiglia che per la prima volta distillò separatamente le vinacce d’uva. Questo tipo di grappa proviene da un unico vitigno, anche se le vinacce possono provenire da un’ampia zona! Grappe di Primitivo o Aglianico ne sono un ottimo esempio. Ad ogni sorso è possibile assaporare gli aromi tipici dei territori da cui provengono!

La tipologia plurivitigno, invece, appare più complessa da ottenere poiché unisce le caratteristiche di più vitigni, naturalmente diversi tra loro. In questo caso, è possibile accedere a sapori meno definiti ma più decisi! Ognuno può trovare una grappa che soddisfi il proprio palato, dal sapore fino agli odori, permettendo alle tradizioni regionali di affermarsi a livello nazionale!

Quale grappa acquistare?

Nonostante ognuno selezioni un liquore in base ai propri gusti e alle proprie preferenze, è possibile indicare quali siano le grappe migliori. Che sia per un regalo o per concedersi un po’ di relax, è sempre bene verificare la qualità e la provenienza del distillato da acquistare.

Coloro che cercano una grappa dai profumi e gli aromi intensi, potrebbero optare per quella proveniente dalla Riserva di Barolo della distilleria Sibona. Si tratta di un distillato ottenuto dalle vinacce Nebbiolo e che si lascia invecchiare per oltre 5 anni in specifiche barriques francesi, elemento essenziale che conferisce unicità al prodotto.

Un’altra fra le migliori grappe italiane è la Berta Elisi, lasciata invecchiare per 10 anni in diversi legni. A determinare la grappa migliore è il risultato di vitigni e annate differenti: caratteristiche importanti che conferiscono aromi complessi e decisi al distillato. L’ideale per coloro che optano per sapori forti è scegliere una grappa dal colore ambrato e proveniente dai migliori vini come il Barbera, il Nebbiolo e il Cabernet.

Inoltre, possiamo menzionare una tra le più famose: grappa di Chardonnay. Prodotta in Trentino, s’impone come un liquore elegante, dal profumo fine ed un sapore piacevolmente fruttato. Si tratta di un distillato perfetto per coloro che amano assaporare una grappa di qualità, cogliendone tutta la delicatezza.

Una grappa lavorata e ottenuta da procedimenti abbastanza complessi è la Première Paulliac. Si ottiene da vini prestigiosi come il Cabernet Sauvignon, il Petit Verdot e il Merlot. Difatti, sono state prodotte solo 5.000 bottiglie di questo liquore, ritenuto ottimo per eventi speciali. Questa grappa offre una varietà di sapori tutti da scoprire: ciliegie, amarene, cacao, miele e diverse spezie. Emana un profumo forte e deciso, così che riconoscerla e resistergli è quasi impossibile!

Prodotti come la grappa esprimono appieno la cultura tradizionale, ma anche l’evoluzione del nostro Paese, accompagnando da anni ogni famiglia pronta a rivivere i sapori del proprio paese con un semplice bicchierino di liquore!