A soli sedici mesi dal suo insediamento ufficiale avvenuto a luglio 2025, Pierpaolo Piccioli lascia la direzione creativa di Balenciaga. Una decisione del tutto inaspettata che ha lasciato in molti senza parole e che arriva dopo appena tre collezioni pret-à-porter e una sfilata Haute Couture firmate dal designer.
Balenciaga dice addio a Pierpaolo Piccioli: chi è il nuovo successore
Ma la vera svolta è arrivata a poche ore dall’annuncio dell’addio di Piccioli. Balenciaga, infatti, ha già scelto e nominato il suo successore, ovvero Martine Rose. Si tratta di una scelta decisiva che segna un punto di rottura con la tradizione in quanto la prima donna in assoluto a guidare lo stile del marchio. Martine Rose, rispetto a Piccioli che aveva l’obiettivo di riportare il brand ad una dimensione di eleganza couture più pura e classica, proviene da una realtà fortemente influenzata dal panorama underground, dal reggae, dal mondo dei rave e dell’abbigliamento sportivo. Si pensa quindi che l’intenzione con lei al timone sia quella di focalizzarsi sullo streetwear d’avanguardia e sulle subculture.
Ecco le sue parole
Ecco le parole di Pierpaolo Piccioli dopo l’addio a Balenciaga: “La couture è un modo di pensare, una prospettiva da cui scegliere di guardare. È un territorio inesplorato, un ecosistema delicato in cui la cura e il legame umano sono tutto; un equilibrio mantenuto vivo da chi sceglie questo mestiere con consapevolezza. Nel corso degli anni, la mia passione per la couture ha definito chi sono, plasmando le mie scelte e i percorsi che ho intrapreso. Ho imparato osservando, facendo e ascoltando. La couture richiede tempo e attenzione; esige convinzione e coraggio, dove ho sempre desiderato essere, è il luogo che ho scelto di abitare. È il mio modo di intendere questa professione: non solo un look, ma un gesto; non soltanto una silhouette, ma una mano sapiente, una prospettiva e un punto di vista da cui osservare paesaggi immaginati. È una terra senza mappe e senza compromessi, un luogo di possibilità, uno spazio capace di farsi veicolo di un’espressione potentissima. Abbiamo creduto in un sogno. Era un sogno bellissimo, da condividere e in cui credere; un paesaggio immaginato proprio da quella prospettiva. Eppure, la vita è un viaggio e ogni capitolo esiste per lasciare il posto a quello successivo. Nulla finisce mai davvero; tutto si evolve. In fondo, la nostra identità e i nostri valori sono le uniche cose che possediamo realmente. Restare fedeli a quell’identità e a quei valori è l’unico modo per affrontare ciò che ci attende con grazia. C’è una frase di Pasolini che porto sempre con me: «Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece». Grazie, dunque. Per il lavoro svolto, per le mani, per il coraggio, per la cura; grazie a tutti coloro che hanno condiviso questa prospettiva e hanno camminato al mio fianco lungo questo percorso. Senza mappe e senza compromessi. Voi sapete chi siete. E, nonostante tutto, continuate a splendere. Sempre. Con affetto, Pp“.

