10 Luoghi misteriosi da visitare assolutamente in Italia

19/07/2022

Ecco dieci posti surreali e unici della nostra Penisola, alcuni li avrete di certo già sentiti nominare, altri saranno una vera scoperta. Seguite la lista e programmate subito il vostro prossimo viaggio...

10 Luoghi misteriosi da visitare assolutamente in Italia

Scopriamo dieci posti davvero insoliti da visitare assolutamente in Italia. L’elenco è lungo – parchi, ville, castelli, borghi, chiese – il bel paese è ricco di luoghi affascinanti e avvolti nel mistero. Bellezze pregne di storia, ma spesso anche forgiate da miti e leggende. Noi ne abbiamo scelti alcuni dei più particolari, da nord a sud, che non dovete assolutamente perdervi.

  1. Lago di Resia
  2. Il labirinto della Masone
  3. Bussana Vecchia
  4. Tempio del Valadier
  5. Abbazia di San Galgano
  6. Castello di Sammezzano
  7. Il Giardino dei Tarocchi
  8. La Scarzuola – Città ideale di Buzzi
  9. Civita di Bagnoregio
  10. Il Parco dei Mostri di Bomarzo

10 luoghi unici e misteriosi da non perdere assolutamente in Italia

Lago di Resia

Curon

Fino al 1950 nei pressi del passo di Resia si trovavano tre laghi naturali – il lago di Resia, il lago di Curon detto anche lago di Mezzo e il lago di San Valentino alla Muta – la costruzione di una diga unificò le acque dei tre laghi sommergendo l’antico borgo di Curon Venosta, che venne ricostruito più a monte. La parte superiore della vecchia torre campanaria della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è però ancora visibile. Si tratta dell’unica traccia rimasta dell’antico paese di Curon. Durante la stagione fredda, quando il lago gela, il campanile è raggiungibile a piedi. Una leggenda racconta che in alcune giornate d’inverno si sentano ancora le campane suonare. Questo luogo suggestivo ha fatto da sfondo alla serie drammatica e soprannaturale lanciata da Netflix nel 2020, Curon.

Il Labirinto del Masone

Labirinto

Il Labirinto della Masone, il più grande del mondo, nasce da un’idea di Franco Maria Ricci, grafico, editore e designer italiano. La passione fanciullesca per i labirinti prende pian piano forma con il passare del tempo fino a concretizzarsi grazie ad importanti collaborazioni:

Ho discusso di labirinti tutta la vita, con Italo Calvino, con Roland Barthes, con Borges. Lui ne era ossessionato, li citava continuamente nei suoi racconti, come nel Tema del traditore e dell’eroe, dal quale Bernardo Bertolucci trasse il suo La strategia del ragno. Borges rimase ospite a casa mia venti giorni, negli anni Ottanta, e fu allora che iniziai a pensare di costruire un labirinto vero

L’idea inizia a prendere forma nel 2000 con la collaborazione dell’architetto torinese Davide Dutto, allora solo un giovane studente. Nel 2005 viene elaborato un progetto definitivo, che prevede la costruzione nella tenuta di Ricci vicino a Fontanellato di un labirinto in bambù e di edifici che possano ospitare la collezione d’arte e altro. Per quanto riguarda la parte botanica Ricci si affidò a Davide Dutto, per la progettazione degli edifici invece a Pier Carlo Bontempi. I lavori terminano nel 2015

Bussana Vecchia

Bussana Vecchia è una frazione del comune di Sanremo. Il paese originale, chiamato semplicemente Bussana, fu distrutto da un violento terremoto nel 1887. Tutti i cittadini si spostarono circa tre chilometri più a valle, fondando il paese di Bussana Nuova. Abbandonata per molti anni, la zona del borgo antico, è stata ripopolata alla fine degli anni cinquanta da artisti italiani e stranieri, che hanno ristrutturato e reso nuovamente abitabili gli edifici meno danneggiati. Ancora oggi ospita una comunità internazionale di creativi ed è conosciuto da tutti come “villaggio degli artisti”

Tempio del Valadier

tempio nella grotta marche

Nei pressi dell’eremo di Santa Maria Infra Saxa, a Genga in provincia di Ancona, completamente inserito in una grotta, c’è un bellissimo tempio neoclassico, detto del Valadier. Si tratta di un edificio a pianta ottagonale in travertino locale voluto da papa Leone XII, e risalente al 1828. Il progetto del tempio è stato per anni attribuito all’architetto Giuseppe Valadier, da cui la struttura prende il nome. Da ricerche più recenti e dallo studio di inedita documentazione d’archivio, pare però possibile smentirne la paternità, le successive progettazioni sull’eremo e gli edifici annessi sono infatti avvenute ad opera di Tommaso Zappati, Pietro Ghinelli e  Carlo Donati. All’interno del tempio è presente una copia della statua in marmo raffigurante la Madonna con il bambino della bottega di Antonio Canova (l’originale è conservato nel Museo di Genga).

Abbazia di San Galgano

san Galgano

L’abbazia di San Galgano si trova a una trentina di chilometri da Siena, nel comune di Chiusdino. Il sito è costituito dall’eremo (detto Rotonda di Montesiepi) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina. Di San Galgano, a cui era intitolata, sappiamo che si converti dopo una giovinezza dissoluta e si ritirò proprio qui a vivere in preghiera. Quando nel Natale del 1180 giunse sul colle di Montesiepi conficco la sua spada nella roccia per farne una croce. Nella Rotonda è infatti visibile un masso da cui spuntano un’elsa e un segmento di una spada. L’evidente eco del mito Re Artù non ha mancato di sollevare curiosità e, ovviamente, qualche ipotesi ardita su possibili relazioni fra la mitologia della Tavola Rotonda e la storia del santo chiusdinese.

Castello di Sammezzano

sommezzano

Il Castello di Sammezzano, si trova nell’omonima località nei pressi di Leccio, nel comune di Reggello in provincia di Firenze, e si inserisce in un’antica tenuta di caccia di epoca medicea, riprogettata a metà dell’Ottocento  in stile orientalista dal suo eclettico proprietario, il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes. La tenuta rievoca architettura e arte moresca, con 13 sale monumentali e un parco con numerose specie arboree che circonda il complesso. La storia travagliata del castello ha portato purtroppo a un suo progressivo peggioramento. Nel dicembre 2019 Sammezzano è stato inserito tra i finalisti dei “7 most endangered”, programma sul patrimonio europeo in pericolo promosso dall’Associazione Europa Nostra.

Il Giardino dei Tarocchi

giardino dei tarocchi

Il Giardino dei Tarocchi è un parco artistico situato in località Garavicchio, frazione di Capalbio in Toscana, ideato da Niki de Saint Phalle. Ispirata dalla visita al Parque Guell di Antoni Gaudí a Barcellona e poi dal giardino di Bomarzo, l’artista franco-statunitense inizia la costruzione del Giardino dei Tarocchi nel 1979. Uno spazio onirico popolato di ventidue imponenti statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi. Un’operazione durata più di diciassette anni, con il sostegno di un’équipe di nomi famosi dell’arte contemporanea. Gli architetti Mario Botta e Roberto Aureli poi, hanno disegnato il padiglione di ingresso. Il 15 maggio 1998 il Giardino dei Tarocchi è stato aperto al pubblico.

La Scarzuola – Città ideale di Buzzi

la scarzuola

La Scarzuola è una località rurale dell’Umbria, in provincia di Terni, famosa per l’antico convento dove, secondo i racconti, dimorò San Francesco d’Assisi, ma anche per una surreale villa ideata e progettata nel ventesimo secolo dall’architetto milanese Tomaso Buzzi deciso a realizzare una “città-teatro”, intesa come  “città ideale”. Tra il 1958 e il 1978, l’architetto diede vita, nella spazio dietro al convento, una grande scenografia teatrale che definì “un’antologia in pietra”. La sua opera rimase però volontariamente incompiuta.

Civita di Bagnoregio

città che muore

Civita di Bagnoregio, famosa come “la città che muore” è un antico borgo della Tuscia Laziale nel comune di Bagnoregio. La cittadina è sita su una piccola collina e domina dall’alto le valli dei torrenti Torbido e Chiaro. E’ completamente isolata, il motivo è che la collina argillosa sulla quale si erge  subisce da secoli una fortissima erosione dovuta ai fenomeni atmosferici, e si sgretola in maniera lenta ed inesorabile. Proprio questa condizione ha portato pian piano il paese a svuotarsi, prima di diventare completamente disabitato.

Il Parco dei Mostri di Bomarzo

parco dei mostri

Il Parco dei Mostri, denominato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie di Bomarzo, è un complesso monumentale in provincia di Viterbo. L’architetto e antiquario Pirro Ligorio su commissione del principe Pier Francesco Orsini lo progettò nel 1547. Si tratta di un parco naturale con numerose opere sculture in basalto ritraenti animali mitologici, divinità e mostri. L’Orsini dedicò il parco a sua moglie, Giulia Farnese. Le architetture strane e grottesche rappresenterebbero secondo gli studiosi le tappe di un itinerario alchemico. In molti hanno cercato di tradurre tutti i simboli, rintracciando riferimenti alla storia e alla letteratura rinascimentale, ma il vero senso di molte sculture è rimasto misterioso. Nel 1948 il parco fu visitato da Salvador Dalí che definì il luogo un’invenzione unica.